Dopo un glorioso passato da centrocampista, come tanti altri suoi colleghi, anche Roberto Mancini è oggi un allenatore, più precisamente il commissario tecnico della Nazionale italiana di calcio. Si tratta di un ruolo importante e di grande responsabilità, soprattutto dopo il recente fallimento degli Azzurri che, sotto la guida di Giampiero Ventura, sono stati esclusi dopo 60 anni dai Mondiali di Calcio dello scorso anno.

Per Roberto Mancini la Nazionale ha rappresentato un grande traguardo, raggiunto dopo anni di impegno e successi, ma anche un punto di partenza per arrivare ancora più in alto. Ripercorriamo quindi insieme le tappe della carriera da allenatore di Mancini.

Mancini allenatore: i successi in Serie A

Se il Mancini calciatore era grintoso, pieno di iniziativa e di carattere, il Mancini allenatore forse lo è ancora di più e lo ha dimostrato sin dal suo esordio in questo ruolo. Il debutto fu nel 2000 sulla panchina della Lazio, club nel quale ricoprì il ruolo di vice di mister Eriksson, insieme al quale riuscì a guidare la squadra verso la vittoria della Supercoppa Italiana.

L’anno successivo arrivò l’ingaggio della Fiorentina, con la quale riuscì a vincere la Coppa Italia, il primo trofeo di Roberto Mancini da allenatore, nella doppia finale contro il Parma. L’avventura con i viola si concluse ben presto e nel 2002 il tecnico tornò dai biancocelesti, firmando un contratto biennale: nonostante i problemi societari della Lazio, Mancini riuscì a ottenere ottimi risultati, raggiungendo il quarto posto e dunque centrando l’obiettivo Champions. Quell’anno, inoltre, il club capitolino arrivò alla semifinale di Coppa Italia e alla semifinale di Coppa UEFA; nella stagione 2003/2004, invece, la Lazio arrivò sesta in Campionato ma vinse la Coppa Italia, battendo la Juventus.

A quel punto ci fu una nuova svolta nella carriera da allenatore di Mancini: l’approdo all’Inter. Con i nerazzurri il suo talento come tecnico emerse ancora di più: nelle quattro stagioni sotto la sua guida, infatti, l’Inter tornò a vincere e si aggiudicò 2 Coppe Italia, 2 Supercoppe italiane e poi ben 3 scudetti di seguito, dei quali uno, quello del 2007, vinto con addirittura 5 giornate di anticipo, dopo aver dominato il Campionato per l’intera stagione.

Nel 2008 Mancini fu esonerato dall’Inter e decise di tentare nuove esperienze all’estero, per poi tornare alla guida del club milanese nella stagione 2014/2015: al suo arrivo in sostituzione dell’esonerato Walter Mazzarri, la squadra era in difficoltà. Al termine della stagione chiuse il Campionato in ottava posizione e, per la prima volta con Mancini allenatore, non riuscì ad accedere alle competizioni europee. Anche l’obiettivo Coppa Italia sfumò e la stagione si concluse con una grande delusione. Le cose andarono leggermente meglio nella stagione successiva: dopo un inizio ai vertici della classifica, i nerazzurri persero poi dei punti importanti, mancando di nuovo la finale della coppa nostrana ma quanto meno centrando l’obiettivo Europa League, arrivando quarti in classifica. A causa di divergenze con la nuova proprietà, la seconda esperienza di Mancini con l’Inter si concluse ad agosto del 2016.

Mancini allenatore all’estero

Come allenatore Mancini ha dato prova delle sue capacità anche all’estero, guidando grandi squadre e vincendo anche trofei importanti. Dopo la conclusione della sua prima esperienza nerazzurra, il tecnico approdò al Manchester City nel 2009: nella prima stagione ottenne la quarta posizione e dunque la qualificazione per l’Europa League, mentre nella seconda, dopo aver guidato le operazioni di calciomercato per ottenere i giocatori desiderati e idonei al suo tipo di gioco, Mancini guidò il City fino al terzo posto ottenendo, per la prima volta nella storia del club inglese, l’accesso diretto alla Champions League. Nel 2011, inoltre, vinse anche la FA Cup a Wembley restituendo al club questo trofeo dopo ben 35 anni dall’ultimo.

Nella stagione 2011/2012 Mancini da allenatore vinse il suo primo scudetto all’estero, aggiudicandosi la Premier League con il Manchester City. Dopo questo trionfo, purtroppo le cose si misero male nella stagione successiva: il team riuscì a vincere la Supercoppa d’Inghilterra ma perse la finale di FA Cup e poi, a causa dei successivi risultati ben al di sotto delle aspettative, Mancini fu esonerato. Pochi mesi dopo divenne l’allenatore del Galatasaray, squadra con la quale riuscì a collezionare solo la Coppa di Turchia e la qualificazione in Champions, risultati comunque buoni. L’ultima esperienza all’estero di Roberto Mancini come allenatore risale al 2017, quando andò ad allenare lo Zenit San Pietroburgo ma con questa squadra non riuscì a ottenere trofei.

Mancini in Nazionale

L’ingresso ufficiale di Roberto Mancini in Nazionale è datato 14 maggio 2018: gli Azzurri si trovavano in un momento di grande difficoltà, dopo la grande delusione per la mancata qualificazione ai Mondiali. Raccogliere questa pesante eredità non è stato facile ma, almeno finora, Mancini come ct della Nazionale è riuscito a essere all’altezza: in totale, su 12 partite disputate dagli Azzurri con lui in panchina, le vittorie sono state 7, i pareggi 3 e le sconfitte solo 2. In Nations League, il team ha raggiunto il secondo posto del proprio girone ma non è riuscito a disputare la fase finale del torneo. Ma le aspettative riposte in Roberto Mancini sono comunque state ampiamente ripagate visti i risultati ottenuti dalla Nazionale durante le prime gare di qualificazione agli Europei del 2020.

Tutte le partite di qualificazione per questa competizione, infatti, sono state vinte dall’Italia, ecco perché ormai tutti tornano a credere in questa Nazionale, dopo la disfatta dello scorso anno. Ma adesso mister Mancini non deve sbagliare nulla: gli Azzurri affronteranno l’Armenia giovedì 5 settembre e poi la Finlandia l’8 settembre, due squadre che in classifica inseguono l’Italia che, dopo 4 partite e 13 gol, è a 12 punti nel proprio girone. Gli scandinavi, invece, sono a quota 9, mentre gli armeni a quota 6. La vittoria in queste due sfide sarà dunque fondamentale per la Nazionale e Mancini lo sa bene, per questo di certo non sottovaluterà i due avversari e, come sempre, non lascerà nulla di intentato.