Il gong delle 20:00 di ieri sera ha chiuso ufficialmente la sessione estiva del calciomercato 2026/27. Due mesi di trattative, partiti a rilento e infiammatisi nelle ultime due settimane, che hanno ridisegnato le gerarchie della Serie A: la Juventus ha rivoluzionato l’attacco fino all’ultimo giorno con le ufficialità di Woltemade e Sarr, il Milan di Amorim ha salutato Rafael Leao, l’Inter campione in carica ha chiuso i giochi con largo anticipo e il Como ha completato la sua definitiva consacrazione tra le grandi con il colpo Moise Kean. Con il campionato già avviato e le prime due giornate alle spalle, è il momento dei voti: squadra per squadra, ecco chi ha lavorato meglio, chi ha rischiato e chi dovrà pentirsi di qualche scelta, con i nuovi protagonisti che vedremo all’opera da qui a maggio.

Inter, voto 7,5: la squadra campione si rinnova pescando dalla Premier

Il dominio da spezzare è il suo, e i nerazzurri hanno lavorato di conseguenza: mercato chiuso in anticipo, nessuna operazione nelle frenetiche ultime 48 ore, idee chiarissime. La difesa perde in un colpo solo i veterani Acerbi, De Vrij e Darmian, oltre a Dumfries volato al Real Madrid, ma la risposta è di livello assoluto e parla inglese, oltre al rrientro del francese Benjamin Pavard dal Marsiglia: John Stones dal Manchester City, un difensore che migliora anche i compagni di reparto, e Djed Spence dal Tottenham, tra le rivelazioni dell’ultimo Mondiale, a raccogliere l’eredità di Dumfries sulla corsia destra. Come secondo portiere alle spalle di Martinez, promosso titolare dopo l’addio di Sommer, è arrivato Ivan Provedel, mentre a centrocampo il colpo di prospettiva è Curtis Jones dal Liverpool, il quale prende il posto di Frattesi, trasferitosi in prestito oneroso con diritto di riscatto alla Lazio, ma la mossa forse più importante dell’estate è un rinnovo: quello di Pio Esposito fino al 2032, la certificazione che il futuro dell’attacco parla già italiano. Squadra completa, equilibrata, senza follie: chi deve inseguire è avvisato.

Juventus, voto 7: rivoluzione coraggiosa, con un finale al fotofinish

Nessuno ha cambiato quanto la Signora. Via Vlahovic (Besiktas), via Openda (Lione), via Jonathan David, girato in prestito all’Atletico Madrid nelle ultimissime ore: Spalletti ha chiesto e ottenuto un attacco nuovo di zecca. Dentro Kolo Muani dal PSG, Kerim Alajbegovic dal Salisburgo, il rientro di Nico Gonzalez dall’Atletico e il colpo da copertina dell’ultimo giorno, Nick Woltemade: il gigante tedesco da 198 centimetri arriva in prestito dal Newcastle, che solo un anno fa l’aveva pagato 90 milioni allo Stoccarda. In mezzo al campo sbarcano Douglas Luiz e Pape Matar Sarr, ufficializzato sul gong dal Tottenham con la formula del prestito con obbligo condizionato, mentre tra i pali Vicario prende il posto di Di Gregorio, passato al Bournemouth. In difesa da segnalare l’arrivo di Jhon Lucumì dal Bologna per 20 milioni circa più bonus. Il voto non è pieno per due ragioni: la fumata nera per Tagliafico, sfumato dopo il mancato passaggio di Cabal all’Atalanta, e i tempi. Gli infortuni di Yildiz, Ekhator e Thuram, rendono ancora più urgente l’ambientamento dei nuovi arrivati, mentre all’orizzonte c’è anche una lunga e insidiosa Europa League. Ambizione massima, rischio calcolato ma reale.

Milan, voto 7: l’addio a Leao apre l’era Amorim, ma le idee sono chiare

Il mercato rossonero verrà ricordato per una cessione epocale: Rafael Leao al Galatasaray, la fine di un ciclo. Insieme al portoghese salutano Nkunku (Lipsia), Gimenez (Porto), Fofana (Siviglia), Ricci, finito al Como: un esodo che ha finanziato la ricostruzione e liberato spazio ai giovani. Amorim riparte da Gonçalo Ramos, prelevato dal PSG per guidare l’attacco, dal ritorno a casa di Francesco Camarda dopo la crescita a Lecce e da Mario Gila, strappato alla Lazio e già dominante nelle prime due uscite di campionato, con Diego Moreira , prelevato dallo Strasburgo, ad aggiungere gamba sulle fasce. Sul gong è arrivato anche Omari Hutchinson dal Nottingham Forest, esterno offensivo che porta imprevedibilità, mentre il mancato ingresso di un altro difensore ha costretto la società rossonera a reintegrare in rosa Fikayo Tomori, che inizialmente era stato messo ai marigini da Amorim. Pochi acquisti ma mirati, una rosa più giovane e funzionale al credo tattico del tecnico: un mercato dalle idee chiarissime, che il punteggio pieno in campionato sta già certificando. Resta solo il dubbio sul peso specifico dell’attacco, che ricade tutto su Ramos, visto che il Milan ha deciso di puntare su Camarda come unica alternativa all’attaccante portoghese.

Napoli, voto 5: l’immobilismo è una scommessa ad alto rischio

Anche il Napoli, come l’Inter, ha evitato l’ansia del gong: nessun movimento nell’ultimo giorno. Ma se per i nerazzurri è stata una scelta di forza, per gli azzurri il quasi-immobilismo estivo somiglia a una scommessa rischiosa. La notizia dell’estate è la separazione da Romelu Lukaku, ceduto al Fenerbahce senza un sostituto di pari peso, mentre gli acquisti veri si contano sulle dita di una mano: il rinforzo di spessore è Benoit Badiashile dal Chelsea, arrivato anche per tamponare l’infortunio di Buongiorno, insieme al giovane esterno Favasuli. Il nuovo corso di Allegri riparte quindi in larga parte dalla rosa costruita nelle scorse stagioni, con la qualità di Kevin De Bruyne come stella polare. La società ha scelto la via della continuità e della valorizzazione interna: legittima, ma dopo un avvio di campionato balbettante il mancato colpo offensivo pesa già come un macigno.

Roma, voto 8: Gasperini ha la sua squadra (e ha blindato Koné)

Il mercato giallorosso ha seguito una linea precisa: costruire la Roma di Gasperini. Davanti sono arrivati Santiago Castro dal Bologna, un attaccante che lavora per due ed è capace anche di mandare in porta i compagni, e il gioiello portoghese Rodrigo Mora, già a segno contro il Lecce e candidato al ruolo di miglior giovane del campionato. La difesa è stata rifondata con Balerdi dal Marsiglia, Koulierakis dal Wolfsburg e Molina dall’Atletico Madrid, mentre a centrocampo l’usato sicuro De Roon garantisce equilibrio. Ma la mossa forse decisiva è stata in difesa del patrimonio: il veto di Gasperini ha bloccato la cessione di Manu Koné al Chelsea, un segnale di ambizione più eloquente di qualsiasi acquisto, mentre Donyell Malen si è già preso la scena con prestazioni decisive. L’unico neo è il mancato arrivo di un esterno sinistro d’attacco tanto desiderato da Gasperini: nelle ultime 48 ore sono sfumati sia Leweling che le alternative, tanto caos per nulla. Ma con il punteggio pieno in classifica e una rosa profonda, la Roma è la vera vincitrice dell’estate.

Lazio, voto 6,5: mercato ridotto all’osso, ma Frattesi è la scossa

“Non ci sono soldi, mica posso mettermi una maschera e rapire i giocatori”: la fotografia dell’estate biancoceleste l’ha scattata lo stesso Gattuso. Eppure, con risorse limitate, la Lazio ha portato a casa innesti di buon livello. Il colpo che accende la piazza è Davide Frattesi, strappato all’Inter per dare gamba e gol al centrocampo e già capace di dare la scossa, mentre davanti arrivano Pinamonti e, nelle battute finali, la fantasia di Albert Gudmundsson dalla Fiorentina, chiamato a ritrovare la versione ammirata a Genova. Dietro, Sutalo e Pedraza compensano solo in parte l’addio di Gila, che nelle prime giornate ha già dimostrato al Milan quanto vale: è la cessione che pesa di più. Tra i pali il ritorno di Mandas copre la partenza di Provedel verso Milano, mentre l’addio al calcio di Pedro chiude romanticamente un’era. Considerando il punto di partenza è un mercato dignitoso, ma la squadra non sembra migliorata quanto la concorrenza.

Atalanta, voto 7: Rowe e il ritorno di Kessié per la nuova Dea di Sarri

L’era Sarri a Bergamo comincia con un mercato ambizioso, e il miglior acquisto è probabilmente proprio l’allenatore, perfetto per la rosa attuale. Il colpo che fa rumore è quello dell’ultimo giorno: Jonathan Rowe dal Bologna, un’operazione complessiva da circa 40 milioni tra prestito oneroso, riscatto e bonus, l’ala di fisicità e tiro che il tecnico chiedeva. Ma l’operazione dal peso specifico più alto è il ritorno di Franck Kessié dall’Al-Ahli, fortemente voluto dalla società, insieme alla qualità di Elmas dal Lipsia e a Gianluca Gaetano, candidato a esplodere nel ruolo di regista che con Sarri ha consacrato gente come Jorginho. Il conto delle partenze è salato ma ragionato: De Roon alla Roma dopo una vita in nerazzurro, Djimsiti, i giovani Palestra e Ahanor venduti a peso d’oro dopo appena una manciata di presenze. Cambia la pelle, cambia il tecnico, non cambia il modello: comprare bene, vendere meglio. La vittoria sul Bologna firmata Samardzic dice che la transizione è già cominciata col piede giusto.

Como, voto 8: Kean è il colpo che certifica una nuova big

Chiamarla provinciale è ormai fuori luogo. Il Como di Fabregas, reduce dalla qualificazione in Champions League, ha piazzato il colpo simbolo dell’intera sessione: Moise Kean dalla Fiorentina per oltre 40 milioni, il centravanti della Nazionale che sceglie le sponde del lago per il salto definitivo. Attorno a lui un mercato da top club per la terza estate consecutiva: il riscatto di Nico Paz dal Real Madrid per circa 60 milioni, Chalobah dal Chelsea per 30 a guidare la difesa insieme a Couto, Cuenca e Kaiki, Samuele Ricci dal Milan per il centrocampo e la scommessa italiana Liberali. Occhio anche a Milla, arrivato spendendo relativamente poco e già trasformato da Fabregas nel baricentro del suo gioco. Le cessioni di Morata e Sergi Roberto raccontano il cambio di pelle: meno nomi da vetrina, più funzionalità al progetto. La qualità a disposizione del tecnico spagnolo è tale che i lariani non sono più solo la variabile impazzita della corsa europea: possono spaventare chiunque, primi due posti compresi.

Fiorentina, voto 6: la rivoluzione che divide Firenze

Il mercato più difficile da giudicare è quello viola, sospeso tra un elenco di acquisti da applausi e un campo che per ora dice tutt’altro. Le partenze hanno svuotato la spina dorsale della squadra: via Kean al Como, via Gudmundsson alla Lazio, via Comuzzo al Torino, Piccoli, Fazzini, Sohm, Gosens. Ma la campagna acquisti è stata imponente: su tutti Franco Mastantuono dal Real Madrid, che qualcuno frettolosamente considera già un flop ma che ha il talento per rivelarsi fuori categoria per la Serie A, insieme a Dragusin, potenzialmente tra i migliori difensori del campionato, alle mezzali Atta e Oulai, al ritorno in Italia di Beto per l’attacco e ai colpi di fantasia Gnonto e Pedro Gonçalves, strappato allo Sporting nelle ultime ore. Sulla carta è un grande mercato; nella realtà l’avvio di campionato è stato un doppio tonfo e la sensazione è quella di un cantiere aperto. La rosa c’è: ora il compito di farla rendere passa all’allenatore, e a Firenze la pazienza non è mai stata una virtù di casa.

I nuovi protagonisti da tenere d’occhio

Dalla sessione appena conclusa escono i volti che accenderanno la stagione. Woltemade e Kolo Muani sono chiamati a reggere il peso dell’attacco di Spalletti, mentre Gonçalo Ramos ha l’ingrato compito di far dimenticare Leao a San Siro. Stones porta in Serie A un curriculum da Premier e Champions, Rodrigo Mora e Mastantuono si candidano a rivelazioni tecniche del campionato, Frattesi cerca in sponda biancoceleste la centralità mai avuta a Milano. E poi c’è Kean, chiamato a dimostrare sul lago che il Como non è più soltanto una bella favola. Il mercato ha parlato: ora la parola passa al campo.