Di Redazione William Hill News
Aggiornato: 14 Settembre 2026
Alexander Zverev è il re di New York. Nell’ultimo atto dello US Open, il tedesco batte in finale lo statunitense Ben Shelton, in tre ore e trentasei minuti di gioco, in quattro set: 6-3, 7-6 (7/2), 5-7, 6-2. Alla terza finale Slam consecutiva (la sesta in totale), il 29enne tedesco mette così in bacheca il suo secondo trofeo dopo quello del Roland Garros, approfittando dell’assenza di Sinner e della condizione non ancora ottimale di Alcaraz.
Pronti via e il tedesco strappa il servizio al padrone di casa nel primissimo game dell’incontro, andando poi sul 2-0 e consolidando nel suo turno di battuta. Lo statunitense, numero 9 al mondo, avverte la pressione, non arriva nemmeno ad ottenere palle break per provare a pareggiare e cade nuovamente sul 4-3, con Zverev che chiude la pratica sul 6-3 e si porta sull’1-0 dopo quaranta minuti. Shelton trova più coraggio nel secondo parziale, dove annulla una palla break e porta la sfida al tie-break, vinto però dal tedesco 7-2. Sul 2-0 per il numero due del ranking, Shelton nel terzo parziale dimostra sempre più confidenza nel suo gioco e, dopo aver sfiorato il break sul 3-2 a suo favore, lo trova sul 6-5, evitando il tie-break e accorciando le distanze con il 7-5 che vale il 2-1. La contro-reazione di Zverev nel quarto set è però da grande campione: dopo aver perso il terzo parziale, infatti, il tedesco strappa subito il servizio a Shelton nel primo game, ripetendosi poi sul 4-2 per scappare via sul 5-2 e chiudere i conti con il definitivo 6-2. Curiosità: a fine partita il tedesco, non accorgendosi di aver vinto, chiede le palline per eseguire un nuovo servizio e solo in un secondo tempo esulta capendo di aver vinto il titolo. Si conclude così l’ultimo atto dello US Open: un 3-1 netto da parte di Zverev e secondo titolo Slam in carriera per lui, dopo il Roland Garros conquistato sempre nel corso di questa stagione, in finale contro Cobolli.
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