Di Redazione William Hill News
Aggiornato: 17 Ottobre 2022
In attesa dei posticipi di questa sera (si giocano Sampdoria-Roma e Lecce-Fiorentina), dopo dieci turni rimangono invariati i rapporti di forza in vetta alla classifica di Serie A. Non perde nessuna delle prime 8 della graduatoria, mentre nei bassifondi non sortiscono al momento alcun effetto i cambi di allenatore effettuati da club come Bologna e Verona, anche se entrambe avrebbero meritato “ai punti” qualcosa in più contro le rispettive avversarie.
Napoli: quasi metà gol dalla panchina
Il Napoli ottiene la decima vittoria di fila tra campionato e Champions League. Sono 8 successi e 2 pareggi per i partenopei in Serie A (primi in classifica con 26 punti), anche se a tratti il match con il Bologna è stato più complicato del previsto. Thiago Motta non riesce ad entrare nel cuor dei tifosi felsinei, ma i suoi ragazzi mettono davvero in grosse difficoltà i partenopei, che però nel finale fanno valere la profondità della rosa. Il Napoli sembra essere un meccanismo perfetto, costruito con arte dal DS Giuntoli e orchestrato con maestria dall’allenatore Luciano Spalletti. Prima c’erano i “senatori” che si prendevano le responsabilità, ora ci sono tanti giovani che hanno più spazio per emergere, sottolinea il tecnico toscano. Miglior attacco con 25 gol, 12 dei quali messi a segno da calciatori subentrati, sono la fotografia di questo collettivo al quale al momento non sembra precluso nessun obiettivo.
Va sotto, ma poi rimonta con personalità l’Atalanta di Gasperini, che supera in casa un Sassuolo al solito propositivo. La seconda forza del campionato (-2 dalla vetta) si gode Lookman che rappresenta una delle più belle rivelazioni di questo inizio di stagione. Una ventata di freschezza di cui la Dea aveva bisogno dopo aver probabilmente spremuto un po’ troppo alcuni dei pilastri del precedente ciclo.
Pioli vede il bicchiere tutto pieno
Vince anche il Milan (-3 dal Napoli) al Bentegodi di Verona e seppur i rossoneri non siano stavolta bellissimi da vedere, Stefano Pioli parla di bicchiere totalmente pieno. L’Hellas sfodera una delle migliori prestazioni della stagione, complice la scossa data dal cambio di allenatore (Bocchetti per Cioffi), ma alla fine i rossoneri la spuntano grazie anche all’ennesima prestazione positiva al Bentegodi di Tonali, autore del gol decisivo del 2-1 e alla terza rete a Verona. Per il Milan vale un po’ quanto detto per il Napoli: le grandi squadre vincono anche quando giocano male e la voglia di sacrificarsi e, perché no, anche di difendersi al cospetto di formazioni sulla carta “inferiori” fanno la differenza in questi casi. Curiosità statistica: con le sconfitte nel weekend del Manchester City, in casa del Liverpool, e del Barcellona in casa del Real, il Milan è rimasta l’unica squadra europea ad essere imbattuta in trasferta nel 2022.
Rallentano Lazio e Udinese, che si fermano entrambe a quota 21 punti e si spartiscono la posta con uno 0-0 all’Olimpico che fa arrabbiare soprattutto Maurizio Sarri. Il tecnico dei biancocelesti, ha fatto un appello al presidente Lotito al termine della gara, lamentandosi delle condizioni del terreno di gioco di casa: “Non so quali siano le sue intenzioni, ma se il terreno di gioco è questo va preso un altro allenatore, o andiamo noi a giocare da un’altra parte. Le mie squadre giocano con tanti passaggi, ma se il campo è questo, non sono il tecnico giusto”.
Juve ancora convalescente, ma arrivano 3 punti
La decima giornata di Serie A vede anche il ritorno alla vittoria nel derby della Mole della Juventus (16 punti in classifica) di Massimiliano Allegri. Paga, dunque, il ritiro di due giorni alla Continassa, rotto subito dopo la partita dal tecnico livornese che concede ai suoi di “tornare dai propri figli”. Ovviamente, il paziente piemontese non è ancora guarito e la convalescenza durerà ancora per un periodo più o meno lungo. La Vecchia Signora ha trovato in Vlahovic un trascinatore “furioso” fino al gol, ma è stata tutta la squadra a mostrare voglia di lottare su ogni pallone. Quanto basta per battere un Toro (11 punti), quello di Juric, che incassa la quarta sconfitta nelle ultime 5 partite. Per ora la panchina di Allegri è salva, ma dal punto di vista tecnico e tattico i bianconero mostrano ancora limiti e problemi che vanno risolti al più presto se vogliono davvero dare ancora un senso ad una stagione che rischia di essere anonima e senza più obiettivi già alla sosta per il Mondiale.
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