Di Redazione William Hill News
Aggiornato: 4 Agosto 2026
Il campionato più ricco del mondo riparte con i campioni da una parte e il caos creativo dall’altra. La Premier League 2026/27 scatta venerdì 21 agosto con l’Arsenal di Arteta a difendere un titolo atteso per anni, ma il vero antipasto sarà come sempre il Community Shield, in programma domenica 16 agosto contro il Manchester City. Attorno ai due contendenti, un’Inghilterra stravolta: il Liverpool ha cambiato ancora panchina, il Chelsea ha firmato il colpo più costoso dell’estate e il mercato ha spedito in Italia e in Spagna una fila di protagonisti. Ecco la guida completa.
Prima il Community Shield, poi il via: le date da cerchiare
La curiosità parte già dall’antipasto: il Community Shield del 16 agosto (ore 16 italiane) non si giocherà a Wembley ma al Principality Stadium di Cardiff, che non lo ospitava dal 2006, perché lo stadio londinese è occupato dai concerti di The Weeknd — effetto collaterale di una stagione slittata di una settimana per il Mondiale. Di fronte l’Arsenal campione d’Inghilterra e il City vincitore dell’FA Cup, per la 217ª sfida tra due squadre che si sono incrociate ovunque nell’ultima stagione. Il campionato scatta poi venerdì 21 agosto con i Gunners che ricevono all’Emirates la neopromossa Coventry (ore 21 italiane), e si chiuderà il 30 maggio 2027 con l’ultima giornata in contemporanea. Le date forti del calendario: il primo derby del nord di Londra il 5 dicembre in casa Tottenham (ritorno il 1° maggio), il tradizionale Boxing Day del 26 dicembre e un mercato estivo che resterà aperto fino all’1 settembre. Tra le venti protagoniste tornano Coventry, Hull e Ipswich, mentre fa rumore l’assenza del West Ham, clamorosamente retrocesso.
Arsenal, City e Liverpool: i tre mondi capovolti
L’Arsenal riparte da campione e da squadra più stabile del lotto: Arteta ha finalmente il trofeo che legittima il progetto e un mercato mirato più a completare che a rifondare, con il nome di Koné della Roma in cima alla lista per il centrocampo, conteso proprio allo United. Il Manchester City è invece un cantiere dichiarato: il dopo-Guardiola è stato affidato a Enzo Maresca, chiamato a una ricostruzione profonda che ha già portato Elliot Anderson (il secondo acquisto più caro dell’estate inglese) dopo i colpi invernali Semenyo e Guéhi, e che deve gestire la grana più pesante di tutte: Rodri, il Pallone d’Oro in rotta con il club e nel mirino del Real Madrid, mentre Tonali resta il sogno per la mediana. Il capovolgimento più clamoroso è però quello del Liverpool: a un anno dal ventesimo titolo, la disastrosa difesa della corona (dodici sconfitte in campionato e eliminazioni a raffica nelle coppe, Champions compresa per mano del PSG) è costata la panchina ad Arne Slot, sostituito da Andoni Iraola. Il nuovo Anfield è un esodo: via Salah, Robertson e Konaté, finito al Real a parametro zero, con Chiesa e Curtis Jones in uscita — il centrocampista è il grande obiettivo dell’Inter — e la scommessa Wirtz ancora da giustificare dopo l’investimento monstre.
Chelsea dei record, United e Spurs in ricostruzione: le altre ai nastri di partenza
Il mercato più rumoroso l’ha fatto ancora una volta il Chelsea, che ha polverizzato il record dell’estate strappando Morgan Rogers all’Aston Villa per 137 milioni di sterline, aggiungendo Lacroix in difesa per altri 60 e incassando i colpi bloccati con mesi d’anticipo, dal gioiello portoghese Quenda in giù. Il paradosso di Stamford Bridge è che la grana più grossa è interna: Enzo Fernandez, reduce dall’espulsione nella finale mondiale persa con la Spagna, ha chiesto la cessione. Il Manchester United vive l’ennesimo anno zero, orfano di Amorim volato al Milan, e si muove sul mercato tra i sondaggi per Koné, Conceição della Juventus e l’asta per Todibo, che coinvolge anche Tottenham e Liverpool. Gli Spurs, salvati all’ultima giornata da De Zerbi dopo la stagione più buia della loro storia recente, ripartono dal tecnico italiano ma perdono pezzi verso la Serie A, con Vicario promesso alla Juventus e Spence corteggiato dall’Inter. La griglia, alla fine, racconta una Premier capovolta: l’Arsenal parte davanti, il City insegue con un’identità nuova, e per la prima volta da anni le certezze sono meno delle domande. Che, per lo spettacolo, è la migliore notizia possibile.
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