Di Redazione William Hill News
Aggiornato: 16 Giugno 2026
Giornata di grande equilibrio ai Mondiali 2026, con l’apertura dei gruppi G e H che regala quattro pareggi e più di una sorpresa. La copertina è tutta per Capo Verde, capace di fermare sullo 0-0 la Spagna campione d’Europa al suo esordio, ma anche Belgio e Uruguay sono stati costretti a dividere la posta contro avversari sulla carta inferiori. Spettacolo invece tra Iran e Nuova Zelanda, che chiudono il loro debutto sul 2-2. Quattro gare, quattro pareggi: i due raggruppamenti si presentano alla seconda giornata con tutte le squadre racchiuse in un solo punto.
I risultati
- Spagna – Capo Verde 0-0 (Gruppo H)
- Arabia Saudita – Uruguay 1-1 (Gruppo H)
- Belgio – Egitto 1-1 (Gruppo G)
- Iran – Nuova Zelanda 2-2 (Gruppo G)
Spagna-Capo Verde 0-0: l’impresa degli africani, un super Vozinha ferma le Furie Rosse
Al Mercedes-Benz Stadium di Atlanta va in scena la sorpresa più clamorosa di questa prima parte di Mondiale: la Spagna campione d’Europa in carica non va oltre lo 0-0 contro Capo Verde, alla prima partecipazione assoluta a una Coppa del Mondo. La Roja di Luis de la Fuente fa la partita dall’inizio alla fine, monopolizzando il possesso palla e arrivando a tentare oltre venti conclusioni, ma si infrange su un avversario ordinato, coraggioso e quasi mai disposto a concedere campo. Il punto pesa molto più per gli iberici, attesi alla prova di forza, che per gli “Squali Blu”, capaci di trasformare in festa una serata che sulla carta sembrava già scritta.
Il primo tempo racconta di un dominio sterile spagnolo e di un Capo Verde rintanato a difesa della propria area. La Spagna sfonda soprattutto sulle corsie, ma trova un muro umano e, quando passa, un portiere in stato di grazia: il 40enne Vozinha, vero eroe di giornata. L’occasione più nitida arriva al 27′, quando Cucurella mette al centro per Ferran Torres, che da pochi passi colpisce in pieno la traversa; sulla ribattuta Vozinha si oppone anche a Oyarzabal. Poco dopo è Pedri a impegnare l’estremo difensore, mentre al 43′ è il difensore Pico a immolarsi con il corpo su una conclusione a botta sicura, sempre di Oyarzabal.
Nella ripresa il copione non cambia. De la Fuente prova a scuotere i suoi gettando nella mischia Lamine Yamal, al debutto in un Mondiale, e successivamente Nico Williams, ma la freschezza dei nuovi entrati non basta a scardinare la diga capoverdiana. La Roja accumula calci d’angolo e mischie in area senza però trovare il varco decisivo: emblematico l’episodio dell’88’, quando un colpo di Oyarzabal destinato in porta viene salvato sulla linea da Lopes. La sensazione, con il passare dei minuti, è quella di un assedio prevedibile, a cui manca quel guizzo di imprevedibilità che ci si aspetterebbe da una squadra con questo tasso tecnico.
La beffa è poi sfiorata in pieno recupero, quando è addirittura Capo Verde a rendersi pericoloso: su sviluppo di calcio d’angolo, Borges incorna verso la porta, ma Unai Simon è attento e blocca centralmente. Al triplice fischio esplode la gioia incredula dei tifosi africani presenti sugli spalti, protagonisti di una giornata storica. Per la Spagna, invece, è una falsa partenza che complica i piani nel gruppo H, ora cortissimo: dopo la prima giornata tutte e quattro le squadre sono appaiate a quota un punto, e le Furie Rosse dovranno reagire già nelle prossime sfide con Uruguay e Arabia Saudita.
Arabia Saudita-Uruguay 1-1: la Celeste di Bielsa frenata, Al-Owais para tutto
All’Hard Rock Stadium di Miami, l’Uruguay di Marcelo Bielsa inciampa subito nel suo Mondiale, fermato sull’1-1 da un’Arabia Saudita ben organizzata e affidata da pochi mesi al tecnico greco Georgios Donis. La Celeste si presenta alla rassegna iridata con un’infermeria affollata — out pedine importanti come Giménez, De Arrascaeta e Ronald Araújo — e paga una prima frazione opaca, salvo poi riversarsi in avanti nella ripresa senza trovare la via del successo. Un punto che lascia rimpianti agli uomini di Bielsa e che invece sa di impresa per i “Figli del Deserto”.
La gara si accende a fasi alterne nel primo tempo. L’Uruguay si fa vedere già al 5′ con una conclusione insidiosa di Araújo, ma è l’Arabia Saudita a rendersi pericolosa nei momenti chiave: al 38′ serve un grande intervento di Muslera per neutralizzare una botta ravvicinata di Al-Amri. Lo stesso difensore, però, si prende la rivincita al 41′: sugli sviluppi di un calcio d’angolo battuto da destra, l’incornata di Kanno mette in difficoltà Muslera, non impeccabile nella respinta, e Abdulelah Al-Amri è il più rapido ad avventarsi sul pallone e a depositarlo in rete per lo 0-1.
Nella ripresa Bielsa cambia volto alla squadra: a riposo va un Darwin Núñez evanescente, sostituito per dare maggiore peso e imprevedibilità all’attacco. La reazione della Celeste è veemente e si trasforma in un vero e proprio assedio: i sudamericani spingono con continuità, costruendo nel complesso quasi trenta conclusioni contro le poche degli avversari. Il forcing trova finalmente sbocco all’80’, quando Maxi Araújo raccoglie e firma il gol del pareggio che rimette in equilibrio una partita fino a quel momento stregata.
Sul punteggio di parità, l’Uruguay continua a spingere a caccia del sorpasso, ma trova sulla sua strada un Mohammed Al-Owais semplicemente insuperabile: il portiere saudita si esalta con una serie di interventi di alto livello, blindando il pareggio fino al triplice fischio. Finisce 1-1, un risultato che fotografa l’enorme equilibrio del gruppo H: dopo lo 0-0 tra Spagna e Capo Verde, anche questa sfida lascia tutte e quattro le nazionali a quota un punto, rendendo apertissima la corsa alla qualificazione.
Belgio-Egitto 1-1: Ashour illude i Faraoni, Lukaku entra e cambia la partita
Al Lumen Field di Seattle, anche il Belgio di Rudi Garcia deve accontentarsi del pareggio all’esordio, bloccato sull’1-1 da un Egitto generoso e ben messo in campo. I Diavoli Rossi disputano un primo tempo decisamente negativo — compassati, prevedibili, incapaci di incidere — e vengono puniti da una nazionale africana che gioca a viso aperto e che sfiora addirittura il colpo grosso. Solo nella ripresa, e grazie a una mossa dalla panchina, il Belgio riesce a raddrizzare una serata che si stava complicando.
L’avvio è di marca egiziana. Dopo una prima fiammata di De Bruyne, al 7′, i Faraoni passano al 20′ con una prodezza assoluta: Mohamed Salah, nel giorno del suo 34° compleanno, recupera palla e serve un autentico cioccolatino a Emam Ashour, che controlla e lascia partire una saetta imparabile per Courtois. L’Egitto continua a spingere e va vicino al raddoppio in chiusura di frazione, quando su un calcio d’angolo un’uscita a vuoto di Courtois manda fuori tempo la difesa belga, con il pallone che attraversa l’intera area senza trovare la deviazione vincente.
La ripresa si apre ancora nel segno dell’equilibrio. Al 52′ è De Bruyne a sfiorare il pari, centrando in pieno il palo direttamente su calcio di punizione; pochi secondi dopo, sul fronte opposto, Courtois si salva su un colpo di testa ravvicinato di Salah, prima che Ashour sciupi l’occasione per la doppietta personale. La svolta arriva al 66′, quando Garcia si gioca la carta Romelu Lukaku al posto di un opaco De Ketelaere: appena entrato in campo, il centravanti del Napoli si fionda in area su un cross basso e propizia l’autogol di Mohamed Hany, sfortunato nel deviare il pallone alle spalle del proprio portiere. È l’1-1.
Trovato il pareggio, il Belgio prende coraggio e prova a completare la rimonta, salendo di intensità con le iniziative sulle fasce di Meunier e De Cuyper. L’Egitto, però, difende con ordine e non concede più spazi, sfiorando anzi a sua volta il nuovo vantaggio in qualche ripartenza con uno scatenato Marmoush. Al triplice fischio è 1-1: un punto per parte che fotografa un debutto agrodolce per entrambe e che, complice l’altro pareggio della serata, lascia anche il gruppo G con tutte le squadre racchiuse in un solo punto. Migliore in campo, senza discussioni, il marcatore Ashour.
Iran-Nuova Zelanda 2-2: doppietta di Just, ma l’Iran non molla mai
Al SoFi Stadium di Los Angeles, davanti a circa 70.000 spettatori, Iran e Nuova Zelanda regalano la sfida più spettacolare della giornata, chiusa su un pirotecnico 2-2. Gli All Whites passano per due volte in vantaggio, ma in entrambe le occasioni vengono ripresi da una nazionale iraniana che dimostra grande carattere e non si arrende mai. Un pareggio giusto, figlio di un match aperto e divertente, che rispecchia l’equilibrio già emerso nell’altra gara del raggruppamento.
I neozelandesi partono fortissimo e sbloccano il risultato dopo appena sette minuti: il lancio del portiere Crocombe innesca il centravanti Wood, che dialoga con il tridente offensivo fino a liberare Elijah Just, abile a battere Beiranvand con un preciso destro da dentro l’area. L’Iran, però, non si scompone e trova il pari al 32′: un mezzo pasticcio della retroguardia neozelandese favorisce l’inserimento del terzino Ramin Rezaeian, che con grande prontezza raccoglie il rimpallo e batte Crocombe per l’1-1.
Nella ripresa la trama si ripete. La Nuova Zelanda torna avanti al 55′ ancora con Elijah Just, di nuovo servito al termine di un’azione corale del reparto offensivo: per il trequartista del Motherwell, al debutto assoluto in un Mondiale, è una doppietta che vale un piccolo record, dato che diventa il primo giocatore neozelandese di sempre a segnare due reti nella stessa partita iridata. Ma l’Iran ha ancora una volta la forza di rialzarsi: al 64′ Rezaeian si trasforma in assist-man e pennella dalla destra un cross perfetto per la testa di Mohammad Mohebi, che insacca il definitivo 2-2.
Nel finale la gara resta vibrante, con entrambe le squadre a caccia del gol vittoria, ma il risultato non cambia più. A prendersi la copertina sono i due grandi protagonisti: da una parte Elijah Just, autore della doppietta che lo proietta in vetta alla classifica marcatori del torneo; dall’altra l’esperto Rezaeian, capace di mettere la firma su entrambe le reti iraniane con un gol e un assist. Da sottolineare anche la vivacità dell’ex interista Mehdi Taremi, tra i più attivi della formazione asiatica. Il 2-2 conferma l’assoluto equilibrio del gruppo G, con tutte le nazionali ferme a quota un punto.
Il programma di oggi: esordiscono Francia e Argentina
Il programma odierno propone gli ultimi quattro esordi della prima giornata, con i debutti di Francia e Argentina a fare da copertina (orari italiani):
- Francia – Senegal (Gruppo I): calcio d’inizio alle ore 21:00
- Iraq – Norvegia (Gruppo I): calcio d’inizio a mezzanotte, alle ore 00:00
- Argentina – Algeria (Gruppo J): calcio d’inizio nella notte, alle ore 03:00
- Austria – Giordania (Gruppo J): calcio d’inizio all’alba, alle ore 06:00
Il piatto forte della serata è Francia-Senegal, sfida d’altissimo livello nel gruppo I tra i vicecampioni del mondo e una delle nazionali africane più temibili. Nella notte toccherà invece all’Argentina campione del mondo in carica fare il proprio esordio nel gruppo J contro l’Algeria. Completano il quadro la sfida tra Iraq e Norvegia, trascinata dalla stella Erling Haaland, e quella tra Austria e Giordania.
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