La Francia è la prima semifinalista dei Mondiali 2026. Al Gillette Stadium di Foxborough, nel primo quarto di finale, i Bleus di Didier Deschamps battono 2-0 il Marocco proprio come nella semifinale di Qatar 2022. I Leoni dell’Atlante si arrendono alla corazzata francese, stavolta piegati da due capolavori nel giro di sei minuti a inizio ripresa, il destro a giro di Kylian Mbappé e il rasoterra chirurgico del Pallone d’Oro Ousmane Dembélé. Eppure il copione avrebbe potuto essere diverso: nel primo tempo l’eterno Bounou aveva ipnotizzato Mbappé dal dischetto, al termine di un episodio da record con oltre tre minuti di attesa per la revisione del VAR. La Francia centra così la terza semifinale mondiale consecutiva, un’impresa riuscita nella storia solo a Germania e Brasile, e martedì 14 luglio a Dallas affronterà la vincente di Spagna-Belgio, il quarto tutto europeo in programma questa sera alle 21 al SoFi Stadium di Los Angeles.

Francia-Marocco 2-0: la cronaca del primo quarto di finale

Primo tempo: assedio francese, Bounou para tutto (anche il rigore di Mbappé)

La partita è a senso unico fin dai primi minuti. La Francia aggredisce alta, il Marocco fatica a uscire e già al 3′ Mbappé impegna Bounou con un destro velenoso dal limite; poco dopo è Upamecano, di testa su corner, a chiamare il portiere marocchino a un’altra grande risposta. L’episodio che può cambiare la gara arriva alla mezz’ora: ripartenza fulminea dei Bleus nata da un pallone perso da Hakimi in attacco, Mbappé punta Mazraoui, lo salta secco e viene steso in area. L’arbitro argentino Facundo Tello indica subito il dischetto, ma la conferma si trasforma in un piccolo caso: il VAR ricostruisce tutta l’azione dall’origine e Mbappé resta fermo sul dischetto per 3 minuti e 11 secondi prima di poter calciare. Quando finalmente tira, la conclusione è debole e centrale: Bounou intuisce e blocca. Per il portiere è il quarto rigore parato in carriera ai Mondiali, nessuno come lui dal 1966; per la Francia è appena il secondo penalty fallito nella sua storia iridata nei tempi regolamentari, dopo quello di Benzema con la Svizzera nel 2014.

L’errore non scalfisce i francesi, che continuano ad attaccare: Bounou si supera due volte su Doué, lanciato a tu per tu e poi al termine di un micidiale tre contro due, e prima dell’intervallo la conclusione dalla distanza di Digne si stampa sulla traversa. Il Marocco, che aveva costruito la sua corsa su solidità e ripartenze, non riesce praticamente mai a innescare Brahim Díaz, controllato a uomo da un attentissimo Koné, e chiude il primo tempo senza veri squilli.

Secondo tempo: in sei minuti Mbappé e Dembélé chiudono i conti

Nella ripresa la pressione dei Bleus diventa insostenibile e al 60′ si materializza il vantaggio, con una giocata da fuoriclasse assoluto: Doué serve Mbappé sulla sinistra dell’area, il capitano si sistema il pallone e, quasi da fermo, disegna un destro a giro che si spegne all’incrocio del palo lontano. Imparabile anche per un Bounou in serata di grazia. È un gol che vale anche un primato statistico: Mbappé diventa il primo giocatore della storia capace di segnare otto gol in due diverse edizioni dei Mondiali (otto nel 2022, otto ora), agganciando Messi in vetta alla classifica marcatori del torneo.

Il Marocco prova a reagire alzando il baricentro, ma si espone alle ripartenze e al 66′ arriva il colpo del ko: Mbappé duetta con Dembélé, il Pallone d’Oro punta l’area e dal limite piazza un destro rasoterra all’angolino basso, che Bounou tocca senza riuscire a deviare. Nell’ultima mezz’ora i Leoni dell’Atlante ci provano con generosità, ma la difesa francese non concede nulla e Olise sfiora persino il tris. Finisce 2-0, come quattro anni fa in Qatar: il Marocco, unica squadra africana capace di restare imbattuta nelle prime cinque gare di un Mondiale (come nel 2022), cade ancora una volta alla sesta, sempre contro la Francia. Esce comunque tra gli applausi la nazionale di Ouahbi, prima africana di sempre a raggiungere i quarti in due edizioni consecutive. I Bleus, invece, non perdono da 13 partite ufficiali e volano verso Dallas con un obiettivo dichiarato: la terza finale consecutiva, con vista sul 19 luglio a New York.

Questa sera Spagna-Belgio: in palio la semifinale con la Francia

Il programma dei quarti prosegue questa sera, venerdì 10 luglio alle 21 italiane (mezzogiorno a Los Angeles), al SoFi Stadium di Inglewood, dove la Spagna campione d’Europa affronta il Belgio: in palio la semifinale contro la Francia. Arbitra l’inglese Michael Oliver, diretta in chiaro su Rai 1 oltre che su DAZN.

I numeri dicono che è la sfida tra la miglior difesa e una delle squadre più prolifiche del torneo. La Roja di Luis de la Fuente è l’unica nazionale ancora imbattuta e senza aver subito nemmeno un gol in sei partite, con Unai Simón che ha già riscritto il record di imbattibilità nella storia della Coppa del Mondo; dall’altra parte i Diavoli Rossi di Rudi Garcia hanno segnato 13 reti in cinque gare e sono reduci dal roboante 4-1 agli Stati Uniti firmato dalla doppietta di De Ketelaere. Ma c’è anche un tabù che pesa: la Spagna non supera i quarti di un Mondiale dal trionfo del 2010, mentre per il Belgio — al terzo quarto nelle ultime quattro edizioni — questa è probabilmente l’ultima grande occasione della “generazione d’oro” di De Bruyne, Courtois e Lukaku, quest’ultimo a quota tre gol nel torneo e otto in carriera ai Mondiali. Curiosità: nei due precedenti iridati è perfetta parità, con il Belgio che eliminò la Spagna ai rigori proprio nei quarti del 1986 e la Roja vincitrice 2-1 ai gironi nel 1990. Quella di stasera è, di fatto, la “bella” tra le due nazionali.

In casa belga pesa l’assenza di Amadou Onana, che ha riportato la rottura del legamento crociato contro gli USA e ha chiuso il Mondiale anticipatamente; il grande interrogativo della vigilia è se Garcia confermerà la formazione-sorpresa di Seattle o restituirà una maglia da titolare a De Bruyne e Doku, partiti dalla panchina agli ottavi, con Lukaku possibile arma a gara in corso. De la Fuente recupera invece l’intera rosa e dovrebbe confermare in blocco l’undici che ha piegato il Portogallo.

Spagna (4-2-3-1): Unai Simón; Pedro Porro, Cubarsí, Laporte, Cucurella; Rodri, Pedri; Lamine Yamal, Dani Olmo, Baena; Oyarzabal. Ct. de la Fuente.

Belgio (4-2-3-1): Courtois; Castagne, Mechele, Ngoy, De Cuyper; Vanaken, Tielemans; Doku, De Bruyne, Trossard; De Ketelaere. Ct. Garcia.

Gli altri quarti: Norvegia-Inghilterra domani, sabato 11 luglio, alle 23 a Miami, e Argentina-Svizzera nella notte tra domenica e lunedì alle 3 italiane a Kansas City.