Per settimane era stata la grande incompiuta del mercato, in 48 ore è diventata la regina. La Juventus ha piazzato il doppio colpo che cambia volto all’attacco di Spalletti: chiusa finalmente la telenovela Kolo Muani, che torna a Torino dal PSG, e definito a sorpresa l’acquisto di Kerim Alajbegovic, il gioiello classe 2007 del Bayer Leverkusen soffiato a mezza Europa. Il tutto mentre la dirigenza lavora già ai prossimi tre rinforzi, dal portiere al difensore centrale. Alla Continassa è cambiata l’aria, e il mercato se n’è accorto.

Kolo Muani, il lieto fine della telenovela: le cifre e l’incastro Openda

Inseguito la scorsa estate e di nuovo a gennaio, sempre senza successo, Randal Kolo Muani è finalmente tornato a essere un giocatore della Juventus. L’accordo con il PSG è arrivato sulla base di un prestito oneroso da 4 milioni con obbligo di riscatto a 34, condizionato alla qualificazione europea, più una decina di milioni di bonus in parte di difficile raggiungimento: un’operazione complessiva che può toccare i 48 milioni, con il francese legato ai bianconeri da un quinquennale da circa 5 milioni a stagione. La chiave che ha sbloccato tutto è stata la cessione in prestito di Openda al Lione, per gli stessi 4 milioni girati poi a Parigi, con la Juve che ha accettato di coprire parte dell’ingaggio del belga pur di liberare spazio. Per Spalletti è il centravanti chiesto fin dal primo giorno: nella sua prima vita bianconera, i sei mesi del 2025, Kolo Muani aveva firmato 10 gol in 22 presenze, e la sua capacità di giocare anche da esterno offre al tecnico un’alternativa tattica preziosa. Il francese è atteso alle visite mediche e domenica salirà sull’aereo con la squadra per la tournée tra Cina e Australia.

Alajbegovic, il blitz che nessuno aspettava: 35 milioni per il talento che eliminò l’Italia

La vera sorpresa è però l’accelerata per Kerim Alajbegovic. Il diciottenne bosniaco del Bayer Leverkusen, esterno offensivo ambidestro tra i profili più corteggiati d’Europa, arriva a titolo definitivo per circa 33 milioni più bonus e una percentuale sulla futura rivendita, al termine di un blitz orchestrato dal ds Massara con la regia di un intermediario d’eccezione come Miralem Pjanic. La concorrenza battuta dice tutto sulla portata del colpo: il Chelsea sembrava a un passo, e in Italia lo seguivano Milan, Atalanta e Napoli. C’è anche un dettaglio che i tifosi azzurri conoscono bene: Alajbegovic è stato tra i protagonisti della vittoria della Bosnia a Zenica nei playoff mondiali della scorsa primavera, quella che ha condannato l’Italia alla terza esclusione consecutiva. Ora quel talento giocherà in Serie A, con la maglia bianconera.

La nuova Juve di Spalletti: come cambia l’attacco e i prossimi tre colpi

Con i due innesti prende forma il 4-2-3-1 che Spalletti ha alternato finora al 3-4-2-1: Kolo Muani riferimento centrale, Alajbegovic a giocarsi da subito un posto tra trequarti e fascia destra, dove il suo arrivo mette pressione a Zhegrova, reduce da un’annata opaca, e apre scenari sull’uscita di Conceição, che piace a Manchester United e Liverpool. La dirigenza, però, considera il doppio colpo solo un antipasto: nei piani ci sono altri tre acquisti, con il portiere Suzuki favorito per raccogliere l’eredità delle gerarchie da ridisegnare, Lucumì in attesa della chiamata per la difesa e un centrocampista come obiettivo più complicato. Sullo sfondo resta viva anche la pista che porta allo svincolato Stones, conteso all’Inter e attratto dalla Serie A, mentre sul fronte uscite si registrano il passaggio di Joao Mario verso la Fiorentina e i sondaggi del Napoli per Gatti. Dopo un’estate passata a inseguire, la Juventus ha deciso di dettare i tempi: per i rivali è suonata la sveglia.