Di Redazione William Hill News
23 Novembre 2025
La Formula 1 ha la capacità unica di scrivere sceneggiature che nessun regista di Hollywood potrebbe immaginare, e il Gran Premio di Las Vegas 2025 ne è stata la prova definitiva. Quella che doveva essere la notte della consacrazione per la McLaren e per Lando Norris si è trasformata in un incubo tecnico e sportivo che ha riaperto violentemente la lotta per il titolo a sole due gare dal termine. Sotto le luci artificiali della Strip, in una nottata caratterizzata da temperature invernali e asfalto scivoloso, la pista aveva emesso un verdetto: Max Verstappen vincitore, Lando Norris secondo e George Russell terzo. Ma la vera gara si è decisa ore dopo la bandiera a scacchi, nel silenzio del garage delle verifiche tecniche della FIA.
La notizia della doppia squalifica delle McLaren di Lando Norris e Oscar Piastri è arrivata come un fulmine a ciel sereno, scuotendo le fondamenta del paddock e ridisegnando la classifica iridata. Il motivo, un’usura eccessiva del pattino del fondo piatto (lo “skid block”), ha cancellato in un colpo solo 30 punti costruttori e un podio fondamentale per Norris. Questo evento non è solo una nota a margine burocratica, ma il fulcro narrativo di un weekend che ha visto la rinascita competitiva della Red Bull, il primo podio in carriera del debuttante Kimi Antonelli e un errore strategico e tecnico della scuderia di Woking che potrebbe costare il campionato piloti.
Cronaca di una partenza decisiva e del dominio Red Bull
Tutto si è deciso, come spesso accade nei circuiti cittadini angusti, nei primi metri di gara. Le qualifiche avevano consegnato una griglia incerta, frutto di condizioni miste che avevano esaltato la sensibilità di Norris (pole position) e nascosto le reali prestazioni sul passo gara. Al via, la tensione era palpabile. Allo spegnimento dei semafori, Lando Norris ha cercato di difendere la traiettoria interna, ma lo stacco frizione di Max Verstappen è stato imperioso. La Red Bull numero 1 si è affiancata alla McLaren ancor prima della staccata di curva 1.
In quel frangente, la pressione psicologica ha giocato un brutto scherzo al leader del mondiale. Norris, nel tentativo di non cedere la posizione, ha ritardato eccessivamente la frenata su un asfalto freddo e privo di gommatura. Il risultato è stato un bloccaggio dell’anteriore destra che lo ha portato lungo nella via di fuga, aprendo un’autostrada non solo per Verstappen, ma anche per la Mercedes di George Russell. In pochi secondi, Norris è scivolato dalla prima alla terza posizione, compromettendo la strategia di gara che prevedeva di imporre il ritmo fin dal primo giro.
Con pista libera davanti, Max Verstappen ha potuto mettere in atto una masterclass di gestione degli pneumatici. Contrariamente alle previsioni della vigilia, che vedevano la Red Bull in difficoltà con le basse temperature (l’asfalto non superava i 15°C) e il graining, l’olandese ha mostrato un passo gara inarrivabile. La chiave del suo successo è stata la capacità di estendere il primo stint con le gomme medie ben oltre la finestra prevista dagli avversari. Mentre Russell e Norris anticipavano la sosta per montare le gomme dure, Verstappen restava in pista, “spaccando la gara in due” come lui stesso ha dichiarato nel post-gara. Questa strategia gli ha permesso di montare pneumatici più freschi per il finale, controllando il ritorno degli avversari senza mai andare in affanno. Il giro veloce siglato proprio all’ultimo passaggio (1:33.365) è stato il sigillo di una supremazia tecnica ritrovata.
La rimonta di Antonelli e il miracolo strategico della Mercedes
Se la vittoria di Verstappen appartiene alla categoria delle conferme dei campioni, la gara di Kimi Antonelli è stata la rivelazione del talento puro. Il weekend del rookie italiano era iniziato nel modo peggiore possibile: un errore in qualifica lo aveva relegato al 17° posto in griglia, una posizione che a Las Vegas solitamente condanna all’anonimato nel traffico. Eppure, la gara di domenica ha mostrato perché la Mercedes ha puntato tutto su di lui per il dopo-Hamilton.
La strategia del muretto Mercedes è stata audace e, col senno di poi, geniale. Antonelli è partito con le gomme Soft per massimizzare lo scatto al via, guadagnando subito posizioni nel caos del primo giro (dove un incidente tra Bortoleto e Stroll ha causato una Virtual Safety Car). Il colpo di genio è stato richiamarlo ai box quasi immediatamente, al secondo giro, per montare le gomme dure e tentare di arrivare fino in fondo. Si trattava di percorrere 48 giri con lo stesso set di pneumatici, un’impresa titanica su un asfalto che tende a distruggere le gomme per abrasione.
Antonelli non solo ha fatto durare le gomme, ma ha mantenuto un passo gara che a tratti era superiore a quello dei leader. Risalendo il gruppo man mano che gli altri effettuavano le loro soste, si è ritrovato a lottare per la top 5. Il finale di gara è stato un thriller: il giovane italiano doveva difendersi dal ritorno arrembante di Oscar Piastri e Charles Leclerc, entrambi su gomme molto più fresche. A complicare il quadro c’era una spada di Damocle: una penalità di 5 secondi inflitta dai commissari per una “falsa partenza” millimetrica, un movimento impercettibile sulla piazzola di partenza rilevato dai sensori ma invisibile a occhio nudo.
Nonostante gomme finite e penalità pendente, Antonelli ha guidato con la freddezza di un veterano, tenendo dietro Leclerc fino al traguardo. Ha chiuso quarto in pista (retrocesso a quinto dalla penalità, poi promosso a terzo dopo le squalifiche McLaren), regalando alla Mercedes punti pesantissimi. Toto Wolff ha definito la sua prestazione “impeccabile”, sottolineando come girare in aria pulita dopo la sosta anticipata sia stato fondamentale, ma ammettendo che la gestione della mescola Hard per quasi 50 giri è stata opera del pilota.
Il disastro tecnico della McLaren e l’articolo 3.5.9
Mentre i festeggiamenti per il podio erano in corso, nel garage della FIA si consumava il dramma sportivo della McLaren. I delegati tecnici, guidati da Jo Bauer, hanno sottoposto le vetture a controlli dimensionali rigorosi, concentrandosi in particolare sul fondo vettura. L’attenzione è caduta sullo “skid block”, la tavola (un tempo in legno, ora in composito di titanio e resina) che corre sotto il fondo piatto delle monoposto.
Il regolamento tecnico della Formula 1 è draconiano su questo punto. L’articolo 3.5.9 stabilisce che lo spessore della tavola deve essere di 10 millimetri quando nuova, con una tolleranza di usura che permette di scendere fino a un minimo assoluto di 9 millimetri dopo la gara. Qualsiasi misurazione inferiore a questa soglia comporta la squalifica automatica, senza possibilità di appello basato sull’intenzionalità o meno dell’infrazione.
Le misurazioni sulla MCL39 di Lando Norris e su quella di Oscar Piastri hanno rivelato che entrambe le vetture erano scese sotto i 9 millimetri in alcuni punti di controllo specifici. Andrea Stella, Team Principal della McLaren, ha dovuto ammettere l’evidenza di fronte ai commissari. La causa principale sembra essere stata un assetto troppo aggressivo in termini di altezza da terra, combinato con un fenomeno di “porpoising” (il saltellamento aerodinamico) inatteso e molto più violento in gara rispetto alle prove libere.
Le basse temperature e l’aria densa della notte di Las Vegas hanno probabilmente generato più carico aerodinamico del previsto, schiacciando le vetture verso l’asfalto nei lunghi rettilinei della Strip. Ogni volta che il fondo toccava l’asfalto a 340 km/h, il materiale del pattino veniva raschiato come da una carta vetrata. La scuderia ha provato a difendersi citando il poco tempo a disposizione per validare l’assetto a causa delle bandiere rosse nelle prove libere, ma i precedenti (come la squalifica di Hamilton e Leclerc ad Austin nel 2023) erano chiari: la responsabilità di garantire la legalità della vettura in ogni condizione ricade esclusivamente sul team. Il verdetto è stato inappellabile: squalifica per entrambi.
Ordine di arrivo gran premio di Las Vegas 2025
- Max Verstappen (Red Bull Racing) – Tempo: 1:21:08.429 – Punti: 25
- George Russell (Mercedes) – Distacco: +23.546s – Punti: 18
- Kimi Antonelli (Mercedes) – Distacco: +30.488s – Punti: 15
- Charles Leclerc (Ferrari) – Distacco: +30.678s – Punti: 12
- Carlos Sainz (Williams) – Distacco: +34.924s – Punti: 10
- Isack Hadjar (Racing Bulls) – Distacco: +45.257s – Punti: 8
- Nico Hulkenberg (Kick Sauber) – Distacco: +51.134s – Punti: 6
- Lewis Hamilton (Ferrari) – Distacco: +59.369s – Punti: 4
- Esteban Ocon (Haas F1 Team) – Distacco: +60.635s – Punti: 2
- Oliver Bearman (Haas F1 Team) – Distacco: +70.549s – Punti: 1
- Fernando Alonso (Aston Martin) – Distacco: +85.308s
- Yuki Tsunoda (Red Bull Racing) – Distacco: +86.974s
- Pierre Gasly (Alpine) – Distacco: +91.702s
- Liam Lawson (Racing Bulls) – Distacco: +1 giro
- Franco Colapinto (Alpine) – Distacco: +1 giro
- Lando Norris (McLaren) – Squalificato (DSQ)
- Oscar Piastri (McLaren) – Squalificato (DSQ)
- Alex Albon (Williams) – Ritirato (DNF)
- Gabriel Bortoleto (Kick Sauber) – Ritirato (DNF)
- Lance Stroll (Aston Martin) – Ritirato (DNF)
Classifica piloti 2025
- Lando Norris (McLaren) – 390 punti
- Oscar Piastri (McLaren) – 366 punti
- Max Verstappen (Red Bull Racing) – 366 punti
- George Russell (Mercedes) – 294 punti
- Charles Leclerc (Ferrari) – 226 punti
- Lewis Hamilton (Ferrari) – 152 punti
- Kimi Antonelli (Mercedes) – 137 punti
- Alexander Albon (Williams) – 73 punti
- Isack Hadjar (Racing Bulls) – 51 punti
- Nico Hulkenberg (Kick Sauber) – 49 punti
- Carlos Sainz (Williams) – 48 punti
- Oliver Bearman (Haas F1 Team) – 41 punti
- Fernando Alonso (Aston Martin) – 40 punti
- Liam Lawson (Racing Bulls) – 36 punti
- Esteban Ocon (Haas F1 Team) – 32 punti
- Lance Stroll (Aston Martin) – 32 punti
- Yuki Tsunoda (Red Bull Racing) – 28 punti
- Pierre Gasly (Alpine) – 22 punti
- Gabriel Bortoleto (Kick Sauber) – 19 punti
- Franco Colapinto (Alpine) – 0 punti
- Jack Doohan (Alpine) – 0 punti
Classifica costruttori 2025
- McLaren – 756 punti
- Mercedes – 431 punti
- Red Bull Racing – 391 punti
- Ferrari – 378 punti
- Williams – 121 punti
- Racing Bulls – 90 punti
- Haas F1 Team – 73 punti
- Aston Martin – 72 punti
- Kick Sauber – 68 punti
- Alpine – 22 punti
Verso il Qatar: conclusioni e prospettive
La matematica del campionato, a due appuntamenti dalla fine, è semplice e spietata. Il distacco tra il leader Norris e la coppia di inseguitori Piastri-Verstappen è di soli 24 punti. Con ancora 58 punti massimi disponibili (25 per la gara e 8 per la Sprint in Qatar, più 25 per la gara di Abu Dhabi, oltre ai giri veloci), tutto è ancora possibile.
L’inerzia del campionato è passata totalmente nelle mani di Verstappen. L’olandese ha recuperato fiducia, ha una macchina che è tornata a funzionare perfettamente e, soprattutto, non ha nulla da perdere. Norris, al contrario, deve gestire la pressione di un vantaggio che si sta sgretolando e il trauma psicologico di un errore di guida in curva 1 sommato a un errore del team che ha portato alla squalifica. Se in Qatar Verstappen dovesse guadagnare altri punti pesanti, la pressione su Norris per l’ultima gara di Abu Dhabi diventerebbe insostenibile.
Anche la classifica costruttori subisce scossoni. La McLaren è già sicura del titolo, ma la lotta per il secondo posto si accende con la Mercedes che allunga su Red Bull e Ferrari. La Ferrari, scivolata quarta, rischia di chiudere una stagione di alti e bassi con un risultato deludente in classifica, nonostante le vittorie di tappa.
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