La 26ª giornata di Serie A emette verdetti pesantissimi per l’alta classifica, in attesa dei due posticipi che chiuderanno il turno questa sera. L’Inter capitalizza al massimo il clamoroso scivolone interno del Milan contro il Parma, espugnando Lecce nel finale e allungando a +10 sui rossoneri. Profonda crisi per la Juventus di Spalletti, fischiata allo Stadium dopo lo 0-2 subito dal Como. Ne approfittano la Roma e l’Atalanta: i giallorossi travolgono la Cremonese e agganciano a quota 50 il Napoli, sconfitto in rimonta proprio dai bergamaschi in uno scontro diretto infuocato. In coda, vittorie d’oro in chiave salvezza per Sassuolo e Genoa, mentre il Verona sprofonda sempre più verso la retrocessione.

Risultati e marcatori della 26ª giornata

  • Sassuolo – Verona 3-0 | 40′ Pinamonti (S), 44′ rig., 62′ Berardi (S)
  • Juventus – Como 0-2 | 11′ Vojvoda (C), 61′ Caqueret (C)
  • Lecce – Inter 0-2 | 75′ Mkhitaryan (I), 82′ Akanji (I)
  • Cagliari – Lazio 0-0 |
  • Genoa – Torino 3-0 | 22′ Norton-Cuffy (G), 40′ Ekuban (G), 83′ Messias (G)
  • Atalanta – Napoli 2-1 | 18′ Beukema (N), 61′ Pašalić (A), 81′ Samardžić (A)
  • Milan – Parma 0-1 | 80′ Troilo (P)
  • Roma – Cremonese 3-0 | 59′ Cristante (R), 77′ N’Dicka (R), 86′ Pisilli (R)

Partite da giocare oggi (Lunedì 23 febbraio):

  • Fiorentina – Pisa (ore 18:30)
  • Bologna – Udinese (ore 20:45)

Classifica Aggiornata

  1. Inter 64
  2. Milan 54
  3. Napoli 50
  4. Roma 50
  5. Juventus 46
  6. Como 45
  7. Atalanta 45
  8. Sassuolo 35
  9. Lazio 34
  10. Bologna 33 *
  11. Udinese 32 *
  12. Parma 32
  13. Cagliari 29
  14. Genoa 27
  15. Torino 27
  16. Cremonese 24
  17. Lecce 24
  18. Fiorentina 21 *
  19. Pisa 15 *
  20. Verona 15

* Una partita in meno (giocano oggi)


Lecce – Inter 0-2

L’Inter soffre, sbatte a lungo contro il muro salentino, ma alla fine passa con due colpi da fermo e vola a +10 in classifica sul Milan. Senza l’asse portante formato da Lautaro, Barella, Calhanoglu e Dumfries, e con Zielinski adattato in regia, la squadra di Chivu fatica a pungere. Nel primo tempo grande occasione per Luis Henrique che, su cross di Dimarco, calcia a botta sicura, ma Siebert, entrato poco prima al posto di Gaspar, salva sulla linea. Falcone tiene in piedi i suoi su Pio Esposito, mentre nella ripresa il VAR nega la gioia a Thuram per un fuorigioco millimetrico. La svolta arriva dalla panchina: Chivu manda in campo Akanji e Mkhitaryan, e i calci d’angolo fanno il resto. Al 75′ Dimarco pennella per il destro vincente dell’armeno; sette minuti dopo, sempre su corner dell’esterno azzurro (al 14° assist stagionale), Akanji chiude i conti di testa. Bastoni, ammonito, salterà per squalifica il Genoa, ma tornerà a disposizione per il derby.

Milan – Parma 0-1

Crolla il Milan a San Siro, dicendo virtualmente addio ai sogni tricolori e interrompendo una striscia di 24 risultati utili e 19 partite sempre a segno. Allegri prova la carta offensiva Leao-Pulisic dal 1′, ma la sfortuna si accanisce subito: nel riscaldamento si ferma Gabbia, mentre dopo 10 minuti Loftus-Cheek esce in barella (verrà operato per la rottura dei denti superiori e la frattura dell’osso alveolare), dopo un violento scontro con Corvi nato da un cross di rabona di Saelemaekers. Il forcing rossonero è asfissiante e schiaccia il Parma, ma la porta sembra stregata. Al 42′ Pulisic, servito da Rabiot, incrocia troppo e scheggia il palo esterno. Nella ripresa non cambia il copione con il Milan che spinge e va vicissimo al vantaggio con Leao che centra il palo interno. L’intensità non basta e all’80’ si materializza la beffa: angolo del Parma, Troilo svetta di testa e insacca. L’arbitro, inizialmente, annulla la rete per un presunto blocco su Maignan ma, dopo un lunghissimo check del VAR, la rete viene convalidata, nonostante ci siano molti dubbi anche su una spinta dell’autore della rete ai danni di Bartesaghi. Impresa di Cuesta e Milan a -10 dall’Inter, che a questo punto è sempre più vicina alla conquista del 21° scudetto.

Atalanta – Napoli 2-1

Spettacolo, rimonte e polemiche alla New Balance Arena, dove l’Atalanta rilancia prepotentemente le sue ambizioni Champions. La squadra di Conte parte meglio e sblocca la gara al 18′: punizione tagliata di Gutierrez e colpo di testa in solitaria di Beukema, perso dalla difesa orobica. Il Napoli si vede annullare il raddoppio per fuorigioco, poi si entra nel caos arbitrale: Chiffi fischia prima un rigore per gli azzurri (contatto Hien-Hojlund), poi lo revoca tramite VAR. A inizio ripresa, altro episodio al limite: Gutierrez segna a porta vuota, ma l’arbitro annulla per una trattenuta di Hojlund su Hien, scatenando l’ira di Conte in panchina. Palladino fiuta l’occasione, rimescola le carte inserendo Bernasconi e Scamacca e cambia l’inerzia. Al 61′, Pašalić trova il colpo di testa su angolo che vale il pareggio. La Dea spinge sull’acceleratore e all’81’ completa la clamorosa rimonta: è un altro colpo di testa, stavolta del subentrato Samardžić, a regalare i tre punti e il -5 dal terzo posto.

Juventus – Como 0-2

Profonda crisi per la Juventus, che incassa la quarta sconfitta nelle ultime cinque gare e sprofonda a -4 dalla zona Champions. Spalletti prova a sorprendere schierandosi a tre dietro (Gatti e Koopmeiners inediti braccetti), ma l’esperimento naufraga contro il palleggio asfissiante del Como di Fabregas. I lariani, pur orfani dello squalificato Paz, sbloccano subito la gara: all’11’ un sanguinoso retropassaggio orizzontale di McKennie innesca Douvikas, che serve Vojvoda per l’1-0 (decisive le deviazioni di Miretti e un intervento imperfetto di Di Gregorio). La Juve è in bambola: il piano di cercare i lanci lunghi per Openda non funziona, mentre la confusione regna sovrana in difesa, come dimostra un folle passaggio di Koopmeiners, che alza un campanile nei propri 16 metri, sul quale Di Gregorio può intervenire solo di testa. La palla arriva poi a Da Cunha, che colpisce la parte alta dell’incrocio dei pali. Nella ripresa i fischi dello Stadium diventano assordanti quando, al 61′, un contropiede perfetto viene concluso da Caqueret. L’ingresso di Conceição e il palo su punizione di Koopmeiners nel finale non bastano a nascondere il naufragio bianconero.

Roma – Cremonese 3-0

La Roma di Gasperini non si ferma più: domina la Cremonese all’Olimpico, scavalca la Juve e aggancia il Napoli al terzo posto. Costretti a rinunciare a Hermoso (problema muscolare nel riscaldamento, dentro Ghilardi), i giallorossi prendono subito il comando delle operazioni con un ispirato Zaragoza e capitan Pellegrini. Il muro della Cremonese, disposta da Nicola con Sanabria e Bonazzoli, regge però bene nel primo tempo. I padroni di casa sbattono contro la traversa (colpo di testa di Mancini) e faticano a sfondare. Nella ripresa Gasperini aggiusta il tiro: dentro El Aynaoui e Venturino. Il pressing asfissiante viene premiato al 59′: corner perfetto di Pellegrini e incornata letale di Cristante. Rotto l’equilibrio, i grigiorossi crollano. Al 77′ N’Dicka firma il 2-0 su traversone di El Aynaoui sporcato da Cristante, e all’86’ c’è gloria anche per il giovane Pisilli, che chiude definitivamente i conti con un preciso diagonale, tenendo vivo il sogno Champions.

Sassuolo – Verona 3-0

Il Sassuolo vola a ritmi da scudetto (12 punti nelle ultime 5 partite), condannando l’Hellas Verona a una resa quasi aritmetica (ottava sconfitta in 11 gare). Grosso, privo dello squalificato Matic, lancia Lipani, mentre Sammarco deve fare i conti con ben nove assenze. Dopo un primo quarto d’ora in cui i gialloblù sembrano più propositivi (Bowie murato da Garcia), il Sassuolo si sveglia. Al 40′, un grave errore in costruzione di Bella-Kotchap innesca Pinamonti, che non perdona e sblocca la partita. Passano quattro minuti e Niasse stende Berardi in area: lo stesso capitano calcia il rigore, Montipò respinge, ma la ribattuta è vincente. Nella ripresa l’Hellas prova ad alzare il baricentro mandando Edmundsson in attacco, ma viene punito implacabilmente. Al 62′, su azione da corner per gli ospiti, Laurienté spazza innescando un letale contropiede di Berardi, che sigla la doppietta personale. Il rosso all’85’ per Al-Musrati (doppio giallo) è la fotografia dell’incubo veronese.

Genoa – Torino 3-0

Il Genoa di De Rossi si sblocca dopo quasi un mese di digiuno e abbatte un Torino sfortunato, nervoso e punito dagli episodi. I granata di Baroni iniziano molto bene, tenendo il pallino del gioco grazie alla fantasia di Vlasic e agli scatti di Obrador. Al 22′, però, il Grifone passa a sorpresa: Paleari respinge corto una botta di Ekuban, e Norton-Cuffy è il più lesto di tutti a ribadire in rete. Il copione si ripete in fotocopia al 40′: il nuovo acquisto Baldanzi (ottimo debutto) impegna il portiere granata che respinge ancora corto, permettendo a Ekuban di siglare il 2-0. Nel recupero del primo tempo la gara si chiude virtualmente per il Toro, che resta in 10 per l’espulsione diretta di Ilkhan (fallo su Colombo) e protesta furiosamente per un rigore non concesso (dopo check VAR) per un tocco di braccio di Ekuban. Nella ripresa, pur in inferiorità numerica, il Torino si affaccia nell’area genoana e crea delle buone occasioni con Maripan e Zapata. All’83’, però, l’errore del subentrato Pedersen spiana la strada a Messias per il 3-0 definitivo.

Cagliari – Lazio 0-0

Nessun gol all’Unipol Domus, ma non mancano le occasioni in un match che porta un prezioso punticino a entrambe le squadre per muovere la classifica. Nel primo tempo è il Cagliari di Pisacane a farsi preferire nettamente: i sardi colpiscono un palo clamoroso con Ze Pedro e sfiorano la rete con due ottime palle-gol fallite da Adopo ed Esposito. La Lazio, schierata da Sarri col giovane Belahyane titolare a sorpresa, tiene il possesso palla ma si accende solo con le discese di Isaksen e Marusic, senza però produrre conclusioni pericolose. Prima del riposo, tegola per il Cagliari: si infortuna Mazzitelli e Pisacane passa al 4-2-3-1 con Idrissi. Nella ripresa il copione non cambia. Sarri prova a vincerla stravolgendo la squadra coi cambi (dentro Cataldi, Cancellieri, Ratkov, Tavares e Noslin). All’85’ i sardi restano in dieci per l’espulsione di Yerry Mina (doppio giallo per fallo su Noslin) ed è in quel momento che la Lazio si sveglia davvero, andando vicinissima al vantaggio con due tiri di Cataldi, ma uno straordinario Caprile blinda lo 0-0.