Di Redazione William Hill News
Aggiornato: 16 Marzo 2026
La 29ª giornata di Serie A rimescola prepotentemente le carte per le posizioni di vertice e per la corsa all’Europa, in attesa del posticipo di questa sera tra Cremonese e Fiorentina. L’Inter inciampa sotto il diluvio del Meazza contro l’Atalanta (1-1), ma paradossalmente sorride: il mezzo passo falso diventa un allungo a +8 in classifica grazie al tonfo del Milan, battuto all’Olimpico da una Lazio cinica. Ne approfitta il Napoli, che a fatica ribalta il Lecce consolidando il terzo posto. Ma la copertina di giornata spetta di diritto al Como: i lariani superano in rimonta la Roma in uno scontro diretto infuocato e si prendono un quarto posto solitario che sa di favola, lasciandosi alle spalle anche la Juventus, passata di misura a Udine. In coda, successo fondamentale per il Pisa, mentre il Genoa fa sprofondare sempre più il Verona.
Serie A, 29ª giornata: risultati e marcatori
Lazio – Milan 1-0
- Marcatori: 26′ Isaksen (L)
Inter – Atalanta 1-1
- Marcatori: 26′ P. Esposito (I), 82′ Krstović (A)
Napoli – Lecce 2-1
- Marcatori: 3′ Siebert (L), 46′ Højlund (N), 67′ Politano (N)
Udinese – Juventus 0-1
- Marcatori: 38′ Boga (J)
Torino – Parma 4-1
- Marcatori: 3′ Simeone (T), 20′ Pellegrino (P), 54′ Ilkhan (T), 56′ Keita (P, aut.), 90’+1 Zapata (T)
Verona – Genoa 0-2
- Marcatori: 61′ Vitinha (G), 86′ Østigård (G)
Sassuolo – Bologna 0-1
- Marcatori: 6′ Dallinga (B)
Pisa – Cagliari 3-1
- Marcatori: 9′ Moreo (P, rig.), 52′, 54′ Caracciolo (P), 67′ Pavoletti (C)
Como – Roma 2-1
- Marcatori: 7′ Malen (R, rig.), 59′ Douvikas (C), 79′ Diego Carlos (C)
Partita in programma stasera:
- Cremonese – Fiorentina (ore 20:45)
La classifica aggiornata
- Inter – 68 punti (29 PG)
- Milan – 60 punti (29 PG)
- Napoli – 59 punti (29 PG)
- Como – 54 punti (29 PG)
- Juventus – 53 punti (29 PG)
- Roma – 51 punti (29 PG)
- Atalanta – 47 punti (29 PG)
- Bologna – 42 punti (29 PG)
- Lazio – 40 punti (29 PG)
- Sassuolo – 38 punti (29 PG)
- Udinese – 36 punti (29 PG)
- Parma – 34 punti (29 PG)
- Genoa – 33 punti (29 PG)
- Torino – 33 punti (29 PG)
- Cagliari – 30 punti (29 PG)
- Lecce – 27 punti (29 PG)
- Fiorentina – 25 punti (28 PG) *
- Cremonese – 24 punti (28 PG) *
- Pisa – 18 punti (29 PG)
- Verona – 18 punti (29 PG)
* Una partita in meno
Lazio – Milan 1-0
“E il resto è silenzio”, per citare l’Amleto. Danese, proprio come Gustav Isaksen, il mattatore che spegne le voci scudetto per il Milan. Doveva essere l’inizio della grande rincorsa rossonera per riaprire il campionato, si è trasformato nella domenica che fa precipitare la squadra di Allegri a -8 dall’Inter.
La cronaca racconta di un primo tempo totalmente regalato dal Diavolo, privo dello squalificato Rabiot e sceso in campo con un atteggiamento molto al di sotto dei propri standard. La Lazio, spinta da una cornice di pubblico delle grandi occasioni (i tifosi hanno interrotto la protesta contro Lotito tornando in massa per sostenere gli uomini di Sarri), fa la partita. Al 25′ i rossoneri tremano per una sanguinosa palla persa da De Winter, che innesca la clamorosa traversa mancina di Taylor, tra i migliori in campo. Ma è al 26′ che si consuma il dramma rossonero: Marusic lancia lungo dalla difesa, un pallone speranzoso e apparentemente innocuo, su cui però Estupiñán legge malissimo la traiettoria. Il terzino posiziona male il corpo, Isaksen ringrazia, si porta avanti la sfera e infila Maignan col mancino. Il Milan rischia ancora su un contropiede di Maldini, ma l’ex di turno si rivela troppo tenero nella conclusione.
Nella ripresa Allegri prova a scuotere i suoi passando al 4-3-3, allargando Pulisic. Il tridente produce una fiammata immediata con un tiro dello statunitense sventato dall’ottimo portiere 21enne Motta e un colpo di testa centrale di Fofana. Il tecnico livornese rivoluziona le fasce inserendo Athekame e Bartesaghi, ma è a 25 minuti dal termine che la tensione esplode: fuori Fofana e soprattutto Rafael Leão per fare spazio a Füllkrug e Nkunku. La mossa fa infuriare il portoghese, che abbandona il campo polemizzando vistosamente sia con Pulisic (reo di non avergli servito un pallone invitante) sia con lo stesso Allegri. Il finale è un assedio disordinato: ad Athekame viene annullato un gran gol in girata per un precedente controllo di mano, mentre Motta si supera in uscita su Pavlovic (salvato poi da Gila) e Modric spara alto. Vince l’organizzazione di Sarri, espulso nel recupero ma padrone tattico del match.
Inter – Atalanta 1-1
Non basta un pomeriggio di pioggia battente e la bolgia di San Siro per mandare in fuga definitiva l’Inter, fermata sull’1-1 da un’Atalanta mai doma. La squadra di Chivu deve rinunciare a Bastoni e opta per Sucic dal 1′, ma ritrova un Dumfries acclamato a gran voce. I nerazzurri sbloccano la gara al 26′ con il quinto centro stagionale di Pio Esposito, che finalizza un’azione avviata da Dimarco e rifinita da Dumfries e Barella. L’Inter, pur sfiorando il raddoppio con Thuram (che incrocia a fil di palo), fallisce nell’assestare il colpo del ko. La Dea, desiderosa di lavare l’onta dell’umiliante 6-1 subito in Champions dal Bayern Monaco, getta il cuore oltre l’ostacolo grazie ai cambi. All’82’ si scatena il caos: Sulemana vince un discusso contrasto con Dumfries, si invola e calcia, Sommer respinge corto permettendo a Krstović di appoggiare a porta vuota. I giocatori interisti accerchiano l’arbitro Manganiello invocando il fallo in partenza, il VAR convalida e Chivu perde letteralmente la testa, incassando due gialli nel giro di un minuto e lasciando il campo furibondo. Al minuto 87 altro episodio arbitrale che fa infuriare i nerazzurri. Frattesi anticipa in area di rigore Scalvini e viene colpito sul piede dal difensore bergamasco, ma l’arbitro non sanziona l’intervento e anche il Var tace, anche se il fallo sembra piuttosto evidente. Nel post partita i nerazzurri, in evidente protesta nei confronti della direzione arbitrale, scelgono il silenzio stampa.
Napoli – Lecce 2-1
Servono i carichi pesanti e un secondo tempo di tutt’altro spessore per permettere al Napoli di superare lo scoglio Lecce e blindare il terzo posto. La gara del Maradona inizia malissimo per la squadra di Conte, che al 3′ va sotto: su corner di Gallo, Beukema si dimentica completamente di Siebert, che di testa gela il pubblico di casa. Per tutto il primo tempo il Napoli è irriconoscibile, vuoto di idee, e si affida solo a un’infruttuosa ciabattata di Gilmour e a un tiro sbilenco di Politano. All’intervallo Conte rivoluziona tutto, inserendo McTominay e De Bruyne. La musica cambia in appena 50 secondi: Gilmour pesca Politano, il portiere Falcone resta a metà strada, cross rasoterra perfetto per Højlund che deve solo spingere in rete l’1-1. La classe di De Bruyne spacca la partita e manda in tilt la retroguardia salentina. Al 67′, proprio da un corner telecomandato dal belga, nasce la splendida volée di Politano sul secondo palo per il gol vittoria, spezzando un personale digiuno che durava da un anno. Brividi nel finale per Banda, che crolla a terra a bordo campo ed esce in barella sotto lo sguardo preoccupato anche di Antonio Conte. Nella giornata di domenica l’attaccante è stato dimesso dal Cardarelli: negativi tutti gli esami.
Udinese – Juventus 0-1
Una Juventus matura ed estremamente pragmatica sbanca il Bluenergy Stadium piegando un’Udinese arroccata in difesa e rilanciandosi con prepotenza per il treno Champions. Runjaic schiera un abbottonato 3-5-2 e l’undici di Spalletti fatica enormemente a trovare sbocchi centrali. L’esperimento del tecnico bianconero (pesantemente fischiato dai suoi ex tifosi) di schierare Yildiz come falso nove al posto di David non paga: il turco viene letteralmente ingabbiato dalla difesa friulana. La partita si sblocca non appena il talento numero 10 torna nel suo habitat naturale sulla fascia sinistra: al 38′, il pallone filtrante di Kelly innesca la corsa di Yildiz, che arriva sul fondo e scarica un cioccolatino per Jeremie Boga, che deposita comodamente in rete il suo terzo gol consecutivo. Nella ripresa l’Udinese alza il baricentro con Miller e Arizala, ma impegna Perin solo con conclusioni dalla distanza. La Juventus trova anche il raddoppio con Conceição (servito ancora da Yildiz), ma il VAR strozza l’esultanza portoghese per un fuorigioco di Koopmeiners che ostruisce la visuale al portiere Okoye. I bianconeri scavalcano la Roma e si portano a -1 dal quarto posto occupato dal Como.
Torino – Parma 4-1
È un Toro brillante e spettacolare quello che abbatte il Parma tra le mura amiche, lasciandosi alle spalle il passo falso di Napoli. D’Aversa schiera Ilkhan in regia, ma a decidere l’incontro è la perfetta sinfonia del trio offensivo composto da Vlasic, Adams e Simeone. È proprio il “Cholito” ad aprire le danze al 3′, complice una topica difensiva di Circati e una palla che passa sotto le gambe del portiere Suzuki, al rientro da titolare dopo 17 partite. Il Parma non si disunisce e trova il pari al 20′ grazie alla lucidità di Strefezza, che serve un pallone al bacio per l’inzuccata di Pellegrino. I ducali tengono botta per tutto il primo tempo grazie al sacrificio di Sorensen in mediana, ma nella ripresa il Torino si abbatte come un uragano: al 54′, sugli sviluppi di un corner, un velenoso tiro-cross di Adams trova la zampata di Ilkhan in mischia. Appena due minuti dopo (56′), una straordinaria giocata in acrobazia di Simeone incoccia sulla traversa, ma il rimbalzo beffa in modo rocambolesco Keita, che sigla lo sfortunato autogol del 3-1. A chiudere la goleada, in pieno recupero, è il sigillo di capitan Zapata dal limite dell’area (91′).
Verona – Genoa 0-2
Amarissimo compleanno per l’Hellas, che nel match da dentro o fuori cede le armi al Genoa e sprofonda all’ultimo posto in classifica, vedendo allontanarsi inesorabilmente il traguardo salvezza. Il primo tempo del Bentegodi è brutto e frammentato: il Verona, rintanato in difesa, prova a ripartire affidandosi alle sgroppate dello scozzese Bowie e commette una quantità spropositata di falli (ben 10 in 45 minuti). Il sussulto maggiore per i padroni di casa arriva quasi per caso, quando un cross sbilenco di Akpa Akpro si stampa sul palo a Bijlow battuto. De Rossi indovina tutte le mosse all’inizio della ripresa gettando nella mischia Norton-Cuffy e Vitinha. È proprio l’attaccante portoghese a festeggiare il compleanno con il botto al 61′, con un tiro da oltre trenta metri che toglie le ragnatele da sotto la traversa. L’Hellas accusa il colpo, e all’86’ l’infallibile stacco di testa dello specialista Østigård (quinta rete in campionato), sugli sviluppi di un cross di Martin, fa scorrere i titoli di coda sul match del Bentegodi.
Sassuolo – Bologna 0-1
Il Bologna fa suo il delicato derby emiliano sbancando il Mapei Stadium con il minimo scarto, grazie a una gara accorta, tignosa e chiusa da un episodio di eroismo calcistico di Skorupski. I rossoblù indirizzano subito i giochi al 6′ minuto: l’azione parte da Miranda, transita da Orsolini e, dopo una ribattuta al limite, la sfera diventa preda di Dallinga; l’olandese è freddissimo a girarsi in un fazzoletto, approfittando della marcatura leggera di Idzes, e a piazzare la palla alle spalle di Muric. Il Sassuolo sbatte sistematicamente contro il blocco basso di Italiano per tutta la prima frazione. Nella ripresa, mister Grosso cambia pelle ai neroverdi schierandosi con il 4-2-3-1 (dentro Volpato e Nzola), accampandosi costantemente nella metà campo felsinea, ma il Bologna tiene. L’episodio che segna la partita avviene al 42′ del secondo tempo: Skorupski, nel respingere un pallone in uscita, si accascia toccandosi il flessore sinistro. Con le cinque sostituzioni già effettuate, il Bologna si ritrova senza alternative: il polacco stringe stoicamente i denti, rimanendo zoppicante a difesa dei pali per tutti e sette i minuti di recupero, difendendo a tutti i costi una vittoria pesantissima.
Pisa – Cagliari 3-1
Il Pisa rompe un digiuno di successi interni lungo oltre quattro mesi e ritrova una vittoria che alimenta le residue fiammelle di speranza per evitare la retrocessione. Gara in discesa già al 9′ per i padroni di casa: su un pallone respinto in area sarda, Calabresi anticipa Sulemana che lo travolge. Dal dischetto si presenta Moreo, che spiazza Caprile regalando ai toscani il primo storico gol casalingo maturato in un primo tempo in questa stagione. Il Pisa abbassa il ritmo e al 37′ si complica terribilmente la vita con l’espulsione diretta di Durosinmi, punito per un calcione rifilato a Yerry Mina. In inferiorità numerica, paradossalmente, la squadra di Hiljemark esprime il suo calcio migliore e annienta l’imbarazzante assetto difensivo sardo: al 52′ Caracciolo sigla il raddoppio in mischia. Appena due minuti più tardi (54′), su angolo di Tramoni spizzato da Albiol, ancora Caracciolo festeggia la sua prima inebriante doppietta in carriera calando il tris nerazzurro. Il Cagliari prova a riemergere tardivamente trovando il 3-1 con il livornese Pavoletti al 67′, ma saluta la gara all’81’ per il cartellino rosso (doppio giallo) sventolato ad Obert.
Como – Roma 2-1
Favola infinita in riva al lago: il Como batte in rimonta la Roma in uno scontro diretto cruciale e conquista un clamoroso quarto posto solitario in classifica a quota 54 punti. La sfida del Sinigaglia si mette però subito in discesa per i giallorossi, che sbloccano la contesa al 7′ grazie a un calcio di rigore freddamente trasformato da Malen. Nonostante lo svantaggio a freddo, l’undici di Fabregas non si disunisce, tesse la sua tela e agguanta il meritato pareggio al 59′, timbrato puntualmente dal greco Douvikas, che approfitta però di un intervento incerto di Svilar. A far girare definitivamente le sorti del match è l’ingenuità di Wesley, che al 64′ si fa cacciare lasciando la squadra di Gasperini con l’uomo in meno per l’ultimo terzo di gara. Il forcing del Como è asfissiante e sortisce l’effetto sperato al 79′, quando Diego Carlos trafigge il portiere avversario e firma il gol vittoria. Lariani al quarto posto in solitaria.
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