Di Redazione William Hill News
Aggiornato: 6 Ottobre 2026
L’Italia chiude la lunga finestra di Nations League con il risultato che le serviva. Al Dall’Ara di Bologna gli azzurri battono 3-1 la Turchia, replicano il successo di Bursa di una settimana prima e, grazie al contemporaneo 4-1 della Francia sul Belgio, salgono al secondo posto del Gruppo 1 di Lega A con 7 punti, uno in più dei Diavoli Rossi. Non è stata una serata brillante come quella turca né solida come il pareggio di Parigi: Roberto Mancini, nello stadio in cui esordì in Serie A nel 1981, ha cambiato nove undicesimi rispetto allo Stade de France, la squadra ha faticato a trovare ritmo e a metà ripresa si è fatta raggiungere da un avversario privo di Calhanoglu, Yildiz, Arda Guler e Yilmaz. A fare la differenza sono state la reazione immediata e la panchina, con Calafiori e Pio Esposito entrati insieme al 56′ e decisivi nel giro di mezz’ora. Con quattro partite giocate in undici giorni, dal ko dell’Olimpico con il Belgio al tris di Bologna, è anche il momento di un primo bilancio sul secondo ciclo del ct.
Italia-Turchia 3-1 (26′ Scamacca, 61′ Simsir, 65′ Calafiori, 87′ P. Esposito)
Italia-Turchia 3-1: Scamacca sblocca, Calafiori e Pio Esposito decisivi dalla panchina
Mancini conferma soltanto Donnarumma e Bastoni rispetto a Parigi e disegna un 4-3-3 con Di Lorenzo e Ruggeri terzini, Romano in regia tra Barella e Doumbia, Vergara e Maldini ai lati di Scamacca. Con così tanti volti nuovi gli automatismi mancano e l’avvio è della Turchia, che Montella dispone con tre centrali e due esterni pronti ad abbassarsi sulla linea dei difensori: gli ospiti palleggiano con personalità, Kahveci e Simsir si muovono tra le linee, senza però arrivare a impegnare davvero Donnarumma. L’Italia procede a strappi, Scamacca sbaglia più di un appoggio e si prende i richiami della panchina, poi al 26′ risolve tutto con un gesto da centravanti: cross dalla destra di Di Lorenzo, il pallone resta conteso in area tra due difensori e l’attaccante dell’Atalanta lo colpisce di controbalzo, di prima intenzione, mandandolo a sbattere sotto la traversa prima che finisca in rete. Il vantaggio non cambia il copione di un primo tempo povero di occasioni, in cui l’azzurro più vivo è Vergara, prezioso anche nei ripiegamenti a sostegno di Di Lorenzo, mentre a sinistra Maldini fatica a saltare Celik. Prima dell’intervallo Scamacca rimedia anche un’ammonizione.
La ripresa si apre con un brivido per un’incomprensione tra Di Lorenzo e Donnarumma e con il giallo a Ruggeri per una trattenuta. Al 56′ Mancini interviene con tre cambi in un colpo solo: fuori i due ammoniti e Di Lorenzo, dentro Calafiori, Pio Esposito e Kayode. L’effetto è immediato, perché due minuti dopo Esposito premia l’inserimento di Doumbia, che davanti a Cakir calcia di destro e trova il piede del portiere. Il raddoppio mancato si paga subito: al 61′ Akgun imbuca per Celik, che si presenta in area alle spalle del centrocampo azzurro e mette un pallone basso sul secondo palo, dove Simsir deve soltanto spingerlo dentro. Il Dall’Ara non fa in tempo a preoccuparsi. Al 65′ Barella pennella una punizione verso il centro dell’area, Calafiori sale più in alto di Elmali e di testa disegna una parabola che scavalca Cakir e si infila sul palo lontano: 2-1 nello stadio che lo ha lanciato prima del passaggio all’Arsenal, e primo gol in Nazionale. Mancini inserisce Tonali per Barella, la Turchia però non si arrende e al 78′ ha la palla del nuovo pareggio: Akgun scappa via e tocca in area per Ozcan, che calcia di destro a colpo sicuro e trova il riflesso di Donnarumma, bravo ad alzare sopra la traversa. È l’ultimo spavento. All’84’ Frattesi rileva Vergara e all’87’ arriva il gol della sicurezza: Doumbia sfonda da destra, il suo sinistro viene respinto, Romano rimette in mezzo un tiro-cross mancino e Pio Esposito anticipa Kabak sotto porta per il 3-1. Settima rete in 13 presenze per l’attaccante interista.
Il tabellino di Italia-Turchia
Italia (4-3-3): Donnarumma; Di Lorenzo (56′ Kayode), G. Mancini, Bastoni, Ruggeri (56′ Calafiori); Barella (70′ Tonali), Romano, Doumbia; Vergara (84′ Frattesi), Scamacca (56′ P. Esposito), Maldini. Ct: R. Mancini.
Turchia (3-4-1-2): Cakir; Celik, Kabak, Bardakci; Kadioglu (89′ Aydin), Ozcan, Yuksek (79′ Akturkoglu), Elmali; Kahveci (70′ Elmaz); Akgun (89′ Gul), Simsir (70′ Fakili). Ct: Montella.
Arbitro: Marciniak (Polonia).
Marcatori: 26′ Scamacca (I), 61′ Simsir (T), 65′ Calafiori (I), 87′ P. Esposito (I).
Ammoniti: Scamacca, Ruggeri, Celik, Bardakci.
Spettatori: 30.040.
Le pagelle dell’Italia
Donnarumma 6,5 – Serata tranquilla fino al 78′, quando toglie dalla porta il destro di Ozcan che sarebbe valso il 2-2. Incolpevole sul gol, qualche uscita da rivedere.
Di Lorenzo 6 – Suo il cross da cui nasce il vantaggio. Soffre però quando la Turchia attacca dalla sua parte e a inizio ripresa rischia grosso nell’incomprensione con Donnarumma. Dal 56′ Kayode 6: entra con ordine e non ha bisogno di strafare, protetto dal lavoro di Vergara.
G. Mancini 6 – Partita senza errori gravi e senza acuti. Perde qualche taglio sui lanci lunghi, compensa con buone uscite palla al piede.
Bastoni 6,5 – Uno dei due confermati da Parigi e ancora tra i più affidabili: dietro concede pochissimo, meno preciso del solito nel lancio.
Ruggeri 5,5 – Parte contratto, cresce quando si sgancia, poi l’ammonizione a inizio ripresa convince il ct a toglierlo.
Calafiori 7 – Entra al 56′ e il pareggio turco nasce nella sua zona, la risposta però è da leader: stacco su Elmali e colpo di testa che vale il 2-1 nel suo vecchio stadio.
Barella 6,5 – Ritmi bassi e tanta gestione, senza strappi. La punizione per la testa di Calafiori è il pallone che decide la serata. Dal 70′ Tonali 6: ingresso pulito, porta equilibrio nel momento in cui la Turchia spinge.
Romano 6,5 – In regia parte timido e fatica a dettare i tempi. Alla distanza prende coraggio e, spostato mezzala dopo l’ingresso di Tonali, entra nell’azione del 3-1 con il tiro-cross per Esposito.
Doumbia 6,5 – Partita a due facce. Spreca il 2-0 davanti a Cakir e perde l’inserimento di Celik sull’1-1, ma per fisicità e tempi di inserimento è una presenza costante e l’azione del terzo gol parte da un suo strappo.
Vergara 7 – Il migliore tra i titolari. Qualità nelle giocate, sacrificio nei ripiegamenti, continuità per 84 minuti: gli manca soltanto un po’ di sfrontatezza in più nell’uno contro uno. Dall’84’ Frattesi s.v.
Scamacca 6,5 – Venticinque minuti di errori tecnici e richiami dalla panchina, poi la conclusione sotto la traversa che sblocca la partita. Il gol è bellissimo, il resto della prestazione meno: ammonito, cala ed esce al 56′.
Pio Esposito 7 – Mezz’ora abbondante da centravanti completo: manda in porta Doumbia, tiene palla, guadagna punizioni e chiude i conti sotto misura. Per lui è il settimo gol in azzurro.
Maldini 5,5 – A sinistra non riesce quasi mai a creare superiorità contro Celik e insiste in dribbling che non portano a nulla. Dà una mano in copertura, troppo poco per sfruttare l’occasione.
Ct R. Mancini 6,5 – Cambiare nove uomini costa fluidità e il primo tempo lo dimostra. I tre cambi del 56′, però, sono quelli che gli fanno vincere la partita.
La classifica del Gruppo 1 di Lega A
Nell’altra gara della quarta giornata la Francia ha battuto 4-1 il Belgio in rimonta. Questa la situazione a due turni dalla fine:
- Francia 10 punti
- Italia 7 punti
- Belgio 6 punti
- Turchia 0 punti
Le prime due accedono ai quarti di finale. Con la doppia vittoria sulla Turchia l’Italia è già certa di chiudere tra le prime tre, piazzamento che vale lo status di testa di serie al sorteggio delle qualificazioni a Euro 2028, in programma il 6 dicembre a Belfast.
Il bilancio dei primi quattro match del Mancini bis
La prima finestra del nuovo corso si chiude con due vittorie, un pareggio e una sconfitta, 8 gol fatti e 5 subiti. Questo il percorso:
- Italia-Belgio 0-2 (Roma, 25 settembre)
- Turchia-Italia 1-4 (Bursa, 28 settembre)
- Francia-Italia 1-1 (Saint-Denis, 2 ottobre)
- Italia-Turchia 3-1 (Bologna, 5 ottobre)
Cosa ha funzionato
La reazione, prima di tutto. Dopo l’esordio perso tra i fischi dell’Olimpico, con un primo tempo in balia del Belgio, l’Italia ha raccolto 7 punti in tre partite e ha strappato un pareggio a Saint-Denis contro una Francia che fino a quel momento aveva vinto due gare su due senza subire gol. Mancini ha attinto a un gruppo molto largo senza che i risultati ne risentissero: a Bologna ha cambiato nove titolari e ha vinto con i subentrati. I volti nuovi hanno risposto, da Vergara, che ha esordito a Parigi ed è stato il migliore tre giorni dopo, a Romano e Doumbia, fino a Pio Esposito, in gol in entrambe le sfide con la Turchia. Le reti sono arrivate da sei giocatori diversi e la metà porta la firma di un difensore: due di Bastoni, una a testa per Kayode e Calafiori.
Cosa resta da sistemare
La porta azzurra non è mai rimasta inviolata: cinque reti incassate in quattro gare, almeno una a partita, e a Roma, a Parigi e a Bologna sono servite le parate di Donnarumma per evitare guai peggiori. C’è poi il peso specifico dei punti, perché sei dei sette in classifica sono arrivati contro una Turchia ultima a quota zero e, al Dall’Ara, senza i suoi uomini migliori. Contro il Belgio, l’avversario diretto per il secondo posto, la squadra è rimasta a secco e per un tempo ha soltanto subito. Davanti le gerarchie sono ancora da definire: Scamacca ha segnato senza convincere fino in fondo, Kean non ha ancora trovato il gol, mentre Pio Esposito con due centri si è preso la scena.
Il giudizio
Il voto a questo primo mese è un 6,5. La partenza era da insufficienza piena, il resto ha rimesso l’Italia in corsa e le ha già consegnato un primo obiettivo, la testa di serie nel sorteggio europeo. Il terzo posto, va ricordato, non metterebbe del tutto al riparo dagli spareggi per la permanenza in Lega A, riservati anche alle due peggiori terze. Per andare oltre e raggiungere i quarti di finale servirà confermarsi contro avversari di altro livello: a novembre arrivano la Francia a Milano, giovedì 12, e soprattutto la trasferta di Bruxelles di domenica 15 contro il Belgio, che insegue a un punto e ha vinto lo scontro diretto dell’andata. Lo stesso Mancini, a fine gara, ha indicato quella partita come lo snodo del girone. L’Italia ci arriva con il destino nelle proprie mani, e dopo la serata dell’Olimpico non era affatto scontato.
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