La quinta giornata di Serie A, l’ultima prima della sosta per le nazionali, si apre con una notizia che va oltre il campo: sabato 19 settembre ci ha lasciati a 83 anni Sandro Mazzola, bandiera dell’Inter e del calcio italiano, ricordato con un minuto di silenzio su tutti i campi. Sul piano sportivo, il weekend consegna una classifica a tre punte: il 2-2 spettacolare dell’Olimpico tra Roma e Inter, unito al successo della Lazio a Venezia, lascia in vetta tre squadre a quota 13 punti, tutte ancora imbattute. Alle loro spalle continua la sorprendente corsa del Cagliari di Pisacane, quarto a 12, mentre il Milan risale al quinto posto con il tris al Lecce nella serata dei cento anni di San Siro. Torna a vincere anche la Juventus, che piega l’Atalanta e aggancia Como e Frosinone, e trova finalmente i primi tre punti il Parma. In coda, il Venezia resta l’unica squadra a zero punti dopo cinque sconfitte in altrettante partite.

I risultati della 5ª giornata

Monza-Sassuolo 2-1 (51′ e 63′ rig. Varela; 88′ Adzic)
Bologna-Torino 1-1 (14′ Bernardeschi; 77′ Kulenovic)
Udinese-Cagliari 0-1 (54′ Maldini)
Roma-Inter 2-2 (6′ e 37′ Koné; 46′ e 79′ Lautaro Martínez)
Venezia-Lazio 0-2 (51′ rig. Zaccagni, 60′ Noslin)
Fiorentina-Napoli 1-1 (51′ Jimenez; 23′ Gilmour)
Frosinone-Como 2-0 (14′ Calò, 45’+3′ Kvernadze)
Parma-Genoa 2-1 (38′ Romero, 80′ Almqvist; 70′ Osmajic)
Juventus-Atalanta 2-0 (28′ Conceição, 77′ Bremer)
Milan-Lecce 3-0 (14′ Pulisic, 61′ Rabiot, 73′ Moreira)

La classifica aggiornata

  1. Roma 13
  2. Inter 13
  3. Lazio 13
  4. Cagliari 12
  5. Milan 11
  6. Frosinone 10
  7. Juventus 10
  8. Como 10
  9. Napoli 7
  10. Sassuolo 7
  11. Atalanta 6
  12. Lecce 6
  13. Udinese 4
  14. Torino 4
  15. Parma 4
  16. Monza 4
  17. Fiorentina 4
  18. Bologna 2
  19. Genoa 1
  20. Venezia 0

Monza-Sassuolo 2-1

L’anticipo del venerdì premia il Monza di Juric, che all’U-Power Stadium supera un Sassuolo padrone del possesso (64%) ma incapace di trasformare la superiorità territoriale in gol fino all’88’. La partita la decide Gustavo Varela, che al 51′ sblocca il risultato e al 63′ raddoppia dal dischetto, confermandosi l’uomo del momento in casa brianzola. La squadra di Aquilani prova a reagire affidandosi ai suoi uomini di maggior talento, ma Berardi esce anzitempo e la manovra neroverde si spegne troppo spesso al limite dell’area. Nel finale ci pensa il neoentrato Adzic ad accorciare le distanze, riaprendo una gara che il Monza gestisce comunque fino al triplice fischio. Per Juric tre punti pesanti che valgono l’aggancio a quota 4, mentre il Sassuolo resta a 7, fermato dopo un avvio di campionato incoraggiante.

Bologna-Torino 1-1

Al Dall’Ara finisce in parità una sfida tra due squadre che avevano bisogno di risposte. Il Bologna di Palladino parte meglio e passa al 14′ con Bernardeschi, che capitalizza il momento migliore dei rossoblù e sembra indirizzare la partita. La squadra di casa però non riesce a chiuderla, e alla lunga il Torino di Abate cresce: al 77′ Kulenovic, entrato nella ripresa, firma il pareggio che gela il pubblico felsineo. Il punto muove poco la classifica di entrambe: il Bologna resta tra le squadre ancora senza vittorie insieme a Genoa e Venezia, con appena 2 punti in cinque giornate, un avvio in netto contrasto con le ambizioni estive. Il Torino sale a 4 e porta a casa un pareggio in rimonta che, in attesa della sosta, vale soprattutto sul piano del morale.

Udinese-Cagliari 0-1

Continua a stupire il Cagliari di Pisacane, che espugna il Bluenergy Stadium con il quarto successo in cinque giornate e si issa da solo al quarto posto a quota 12, a un solo punto dal terzetto di testa. A decidere la sfida è Daniel Maldini, che al 54′ trova la giocata che vale i tre punti, ben assistito da una squadra ordinata e cinica, brava a soffrire quando serve e a colpire nell’unico vero varco concesso dai friulani. L’Udinese di Runjaic, che aveva chiuso la giornata precedente con la pesante sconfitta di San Siro contro l’Inter, conferma un momento complicato: tanta volontà ma poca precisione negli ultimi metri, con Zaniolo sostituito all’intervallo e una classifica che ora dice 4 punti. Per i sardi, invece, la sosta arriva quasi come un dispetto, visto che si tratta della miglior partenza di sempre nell’era dei tre punti per la società rossoblù.

Roma-Inter 2-2

Il piatto forte del sabato mantiene le promesse. All’Olimpico, in un clima segnato dal ricordo di Sandro Mazzola, scomparso poche ore prima, Roma e Inter si dividono la posta al termine di una gara divisa esattamente a metà. Il primo tempo è tutto giallorosso e porta la firma di Manu Koné: il centrocampista francese segna al 6′ su sponda di Molina e raddoppia al 37′, coronando 45 minuti di grande intensità in cui la squadra di Gasperini mette sotto i nerazzurri. Nella ripresa cambia tutto: l’Inter di Chivu rientra in campo con un altro piglio e trova subito l’1-2 con Lautaro Martínez, lesto ad anticipare Hermoso su assist di Thuram. Il capitano nerazzurro completa la doppietta al 79′, in girata dopo una mischia in area, e nel finale Thuram sfiora addirittura il clamoroso sorpasso. Finisce 2-2, con la Roma che recrimina per il vantaggio dilapidato e l’Inter che conferma la sua capacità di reagire: entrambe restano imbattute e in vetta a 13 punti, insieme alla Lazio.

Venezia-Lazio 0-2

La Lazio di Gattuso passa al Penzo e aggancia il treno di testa, ma il 2-0 finale racconta solo in parte una serata complicata. Nel primo tempo il Venezia gioca la sua miglior partita stagionale e va più volte vicino al vantaggio: a tenere a galla i biancocelesti è uno straordinario Mandas, che prima causa e poi neutralizza il rigore calciato da Yeboah. Scampato il pericolo, la Lazio cambia marcia nella ripresa e la sblocca ancora dal dischetto: al 51′ Zaccagni non sbaglia e ritrova il gol dopo 21 partite di astinenza, il primo del suo campionato. Nove minuti più tardi Noslin, preferito ancora una volta a Pinamonti, raddoppia su assist di Nuno Tavares e chiude i conti. Per i lagunari di Stroppa è la quinta sconfitta in cinque gare: il Venezia resta l’unica squadra della Serie A ancora a zero punti e la posizione del tecnico appare sempre più fragile.

Fiorentina-Napoli 1-1

Il lunch match del Franchi finisce in parità e conferma la crescita della Fiorentina targata Vanoli, alla terza gara utile consecutiva tra campionato e coppa dopo il cambio in panchina. I viola partono fortissimo e colpiscono due traverse in due minuti con Atta e Fagioli, ma al 23′ è il Napoli a passare: sugli sviluppi di un corner di Politano, Gilmour trova il suo secondo gol in Serie A. Gli azzurri di Allegri sfiorano il raddoppio con il palo di Olivera, poi a inizio ripresa la Fiorentina pareggia con Jimenez, il cui destro viene deviato in modo decisivo da Rafa Marin. Nel finale è un duello tra portieri: Milinkovic-Savic si oppone a Valdepenas, De Gea compie due interventi prodigiosi su Neres e Favasuli. Il punto lascia il Napoli a 7, a sei lunghezze dalla vetta, mentre la Fiorentina sale a 4 con la sensazione di una squadra ritrovata: curiosamente, viola e azzurri non pareggiavano in campionato dal maggio 2024, sempre al Franchi.

Frosinone-Como 2-0

Allo Stirpe la sorpresa più concreta di questo avvio di stagione si chiama Frosinone. La squadra di Alvini domina il primo tempo e lo chiude avanti di due gol: apre Calò al 14′, raddoppia Kvernadze nel recupero della prima frazione con una giocata delle sue, l’ennesima dell’esterno georgiano che sta diventando la copertina dei ciociari. Il Como di Fabregas, reduce dall’impegno europeo infrasettimanale, paga qualcosa sul piano della brillantezza: i cambi all’intervallo, con Kean e Jesus Rodriguez in campo, non bastano a scalfire una difesa attenta e ben protetta da Palmisani. La neopromossa sale così a quota 10, agganciando proprio i lariani e la Juventus al sesto posto: cinque giornate bastano per dire che il Frosinone non è arrivato in Serie A per fare da comparsa.

Parma-Genoa 2-1

La sfida tra le due squadre ancora a secco di vittorie la vince il Parma, che al Tardini conquista i primi tre punti della gestione Cuesta davanti a un settore ospiti gremito. I crociati passano al 38′ con José David Romero, bravo a capitalizzare una delle poche occasioni costruite dai suoi, e resistono al ritorno del Genoa di De Rossi, fino al 70′ quando i liguri trovano il meritato pareggio con Osmajic. Quando la partita sembra indirizzata verso il pari, al minuto 80 il neoentrato Almqvist firma il nuovo vantaggio e fa esplodere il Tardini. Il Parma sale a 4 punti e respira, mentre per il Grifone la classifica si fa preoccupante: un solo punto in cinque giornate e il penultimo posto, davanti al solo Venezia, un bottino che De Rossi dovrà provare a rimpolpare subito alla ripresa del campionato dopo la sosta.

Juventus-Atalanta 2-0

La Juventus di Spalletti torna a vincere in campionato e lo fa sfatando un tabù: i bianconeri non battevano l’Atalanta in casa in Serie A dal marzo 2018. All’Allianz Stadium decidono le reti di Conceição, che al 28′ finalizza l’assist di Celik, e di Bremer, che al 77′ incorna su cross di Zhegrova. In mezzo, la prestazione totale di Kolo Muani: il francese non segna ma partecipa a tutto, arrivando persino a salvare sulla propria linea di porta il colpo di testa di Kristensen sull’1-0. L’Atalanta di Sarri recrimina per una trattenuta prolungata di Kalulu su Rowe in area non sanzionata nel primo tempo, ma la sostanza è un terzo ko consecutivo che complica un avvio già faticoso: la Dea resta a 6 punti. La Juventus sale invece a 10, agganciando Como e Frosinone, e si presenta alla sosta con il vento in poppa dopo il successo europeo di pochi giorni fa.

Milan-Lecce 3-0

Il posticipo della domenica chiude la giornata con la serata più rotonda del Milan di Amorim, nel weekend in cui San Siro ha celebrato i suoi cento anni. Dopo due pareggi in campionato e il ko europeo, i rossoneri travolgono il Lecce senza mai concedere il minimo appiglio. Apre Pulisic al 14′, con uno stop d’autore su lancio di Pavlovic e un tocco a superare Falcone in uscita: per l’americano è il ritorno al gol dopo nove mesi. Nella ripresa il Milan dilaga: al 61′ Rabiot finalizza una splendida azione corale rifinita dall’assist no-look di Gonçalo Ramos, al 73′ il neoentrato Diego Moreira firma il tris con un’accelerazione personale. Il Lecce di Di Francesco, reduce dal successo sul Monza, non riesce mai a impensierire Maignan e resta a quota 6. Il Milan sale invece a 11 punti, quinto da solo a due lunghezze dal terzetto di testa: il progetto di Amorim comincia a prendere forma.

La Serie A si ferma ora per la sosta delle nazionali: la 6ª giornata si giocherà tra sabato 10 e lunedì 12 ottobre, con l’Inter che ospiterà il Parma e la Juventus attesa dalla trasferta di Cagliari.