L’esultanza “alla pistolero” è ispirata a Piatek, mentre per la cattiveria sotto porta Antonio Raimondo ha sempre studiato i movimenti di Mauro Icardi.

Ma per raccontare davvero la sua storia bisogna tornare agli anni trascorsi nelle giovanili del Bologna e all’incontro con Sinisa Mihajlovic. Il tecnico serbo vide qualcosa di speciale in quel giovane centravanti mancino e decise di portarlo nel giro della prima squadra.

Arrivò anche una promessa: «Lo farò esordire in Serie A. Mi piace quel ragazzo, ha proprio le movenze da centravanti ed è pure mancino».

Poco dopo Raimondo ebbe la sua occasione contro il Verona, assaggiando per la prima volta il calcio dei grandi. Quell’esordio, però, non rappresentò un punto d’arrivo: davanti a lui c’erano ancora Primavera, prestiti, Serie B, panchine e tanta gavetta. Un percorso lungo che, passo dopo passo, lo ha riportato proprio dove Mihajlovic aveva immaginato potesse arrivare: in Serie A.

Raimondo ha cominciato la nuova avventura con quattro reti nelle prime tre giornate, trasformandosi in una delle sorprese di questo avvio di stagione. Numeri che sembrano dare ancora più valore all’intuizione avuta anni fa da Sinisa quando Antonio era soltanto un ragazzo delle giovanili.

E oggi, ogni volta che Raimondo trova la porta, quella vecchia promessa assume inevitabilmente un significato ancora più speciale.

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https://www.youtube.com/shorts/WeAQymBYpZ8