Di Redazione William Hill News
Aggiornato: 20 Luglio 2026
La Spagna è sul tetto del mondo per la seconda volta nella sua storia, sedici anni dopo il trionfo del 2010. Nella finale dei Mondiali 2026, davanti agli 82.500 del MetLife Stadium di New York esaurito in ogni ordine di posto, le Furie Rosse battono 1-0 ai supplementari l’Argentina campione in carica: dopo lo 0-0 dei novanta minuti, chiusi dall’Albiceleste in dieci per l’espulsione di Enzo Fernández, decide al 106′ il gol di Ferran Torres. La squadra di Luis de la Fuente completa così un bis che riporta alla mente il ciclo d’oro 2008-2010: campione d’Europa nel 2024, campione del mondo nel 2026. E nella notte dei premi è dominio totale: il Pallone d’Oro del torneo va a capitan Rodri, miglior giovane Cubarsi e miglior portiere Unai Simon, mentre la Scarpa d’Oro è di Kylian Mbappé, nuovo marcatore all-time della storia dei Mondiali. Per Leo Messi, alla sua ultima recita iridata, resta l’amarezza di una coppa sfiorata.
Spagna-Argentina 1-0 dts: decide Ferran Torres, Albiceleste in dieci
La finale, diretta dallo sloveno Vincic e aperta da una cerimonia in perfetto stile americano — Jennifer Hudson sull’inno, Tom Cruise ospite, Madonna e Justin Bieber nell’halftime show, con Donald Trump in tribuna accanto a Pedro Sánchez — è tesa e bloccata come da pronostico. La Spagna fa la partita fin dalle fiammate iniziali di Lamine Yamal, l’Argentina di Scaloni — che a sorpresa lascia in panchina l’eroe della semifinale Lautaro Martínez, scatenando la bufera social — si affida al palleggio di Messi e alla densità del suo blocco basso. Le occasioni arrivano tutte nella ripresa e portano firme spagnole: al 67′ il colpo di testa di Ferran Torres, pescato da Yamal, è bloccato dal Dibu Martínez, che al 77′ si ripete sulla conclusione di Cubarsí. Nel recupero l’episodio che indirizza tutto: secondo giallo per Enzo Fernández, e l’Argentina si trascina ai supplementari in inferiorità.
Nell’extra-time la Roja fa il resto. Al 96′ l’urlo strozzato di Nico Williams: gol annullato per un pestone di Merino sugli sviluppi dell’azione. Al 106′ quello buono: Ferran Torres, ancora su iniziativa da sinistra, firma l’1-0 che vale la coppa, prima di vedersi cancellare il bis per fuorigioco. Un’Argentina esausta non trova la scossa e al triplice fischio esplode la festa spagnola: la Coppa, portata in campo da Carlos Alcaraz e Mario Kempes e consegnata da Infantino e Trump, finisce nelle mani di capitan Rodri, insieme ai primi anelli celebrativi in stile sport USA della storia del torneo. Curiosità nella curiosità: con Cubarsí e Yamal salgono a cinque i teenager che hanno giocato una finale mondiale, e come Pelé, Bergomi e Mbappé l’hanno vinta tutti.
I numeri finali del torneo: Rodri e la Spagna pigliatutto, Mbappé nella storia
La prima edizione a 48 squadre, 104 partite e tre Paesi ospitanti si chiude con una pioggia di premi tutta spagnola: Pallone d’Oro a Rodri, cuore e metronomo della squadra, miglior portiere Unai Simón — un solo gol subito in otto partite, con annesso record di imbattibilità mondiale — e miglior giovane il diciannovenne Pau Cubarsí. La Scarpa d’Oro parla invece francese: i 10 gol di Kylian Mbappé, con la doppietta nella finale per il terzo posto vinta 6-4 dall’Inghilterra (tripletta di Saka), lo rendono anche il miglior marcatore di sempre nella storia dei Mondiali con 22 reti, una più di Messi, fermatosi a 8 in questa edizione. Tra i numeri da ricordare anche il record assoluto di autogol (14) e, fuori dal campo, il fatturato monstre annunciato dalla FIFA: 15 miliardi di dollari, ben oltre gli 11 preventivati. L’appuntamento con la Coppa del Mondo è al 2030, per l’edizione del centenario tra Spagna, Portogallo e Marocco: si ripartirà da una certezza, la Roja campione di tutto.
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