Di Redazione William Hill News
Aggiornato: 16 Luglio 2026
Messi contro Yamal, l’esperienza contro la freschezza, il campione del mondo contro il campione d’Europa. Domenica 19 luglio alle 21 italiane il MetLife Stadium di New York ospita Spagna-Argentina, una finale mai vista prima ai Mondiali e già storica prima del fischio d’inizio: per la prima volta i detentori dei due grandi titoli continentali si giocano la Coppa, con la Roja a caccia del bis del 2010 e l’Albiceleste che difende il trono di Qatar 2022. Ecco la guida completa, tra precedenti, numeri, curiosità e ultime di formazione.
Quando e dove si gioca: la partita numero 104 di un Mondiale mai visto
La finalissima è in programma domenica 19 luglio alle 21 italiane (le 15 locali) al MetLife Stadium di East Rutherford, alle porte di New York, che ospita l’ottava partita del suo Mondiale. La gara, la numero 104 del primo torneo a 48 squadre della storia, sarà trasmessa in chiaro su Rai 1 e in streaming su RaiPlay, oltre che su DAZN. Prima del calcio d’inizio è prevista la cerimonia di chiusura con Post Malone come headliner e un cast che comprende anche Laura Pausini, Tom Cruise, Robbie Williams e Jennifer Hudson. Con una scelta che ha già fatto discutere i puristi: per fare spazio allo show, la FIFA ha allungato l’intervallo a mezz’ora.
I precedenti: una sola sfida ufficiale, 60 anni fa
Sembra impossibile, ma è così: Spagna e Argentina si sono affrontate in una gara ufficiale una sola volta nella storia, nel girone del Mondiale 1966 a Villa Park, quando l’Albiceleste vinse 2-1 con una doppietta di Luis Artime. Il resto del bilancio è fatto di 13 amichevoli, per un totale che dice perfetta parità nelle 14 sfide totali: sei vittorie per parte e due pareggi. L’ultimo incrocio è l’amichevole di Madrid del 2018, finita con un clamoroso 6-1 per la Roja, mentre la Finalissima tra le due campionesse continentali, prevista a febbraio in Qatar, fu annullata. Domenica, insomma, si gioca il primo match ufficiale dopo 60 anni, e non c’è mai stata una finale tra le due: comunque vada, si scrive una pagina inedita.
Numeri e curiosità: i record in palio
- Il record dell’Italia. La Spagna ha eguagliato le 37 partite senza sconfitte dell’Italia di Mancini: vincendo (o pareggiando) a New York, il primato diventerebbe suo.
- La difesa di ferro. Un solo gol subito in sette partite, nuovo record di imbattibilità ai Mondiali per la Roja, che viaggia a una media del 64% di possesso palla.
- Messi da primati. A 39 anni, il capitano argentino gioca la terza finale mondiale da titolare, cosa mai riuscita a nessuno (Cafu ne disputò tre, ma non tutte dall’inizio). È capocannoniere del torneo con 8 gol, appaiato a Mbappé, ed è già il miglior marcatore della storia dei Mondiali con 21 reti complessive.
- Scaloni come Pozzo? In caso di vittoria, il ct argentino eguaglierebbe Vittorio Pozzo, l’unico ad aver vinto due Mondiali consecutivi (Italia 1934 e 1938).
- Argentina regina delle semifinali. Settima finale per l’Albiceleste, che raggiunge il Brasile a una sola lunghezza dalla Germania: nessuno come lei, sei semifinali giocate e sei vinte.
- La statistica che spaventa Scaloni. Solo tre nazionali hanno vinto la Coppa dopo un girone a punteggio pieno (Brasile 1970 e 2002, Francia 1998), e l’Argentina nelle quattro occasioni in cui ha fatto filotto nel girone non ha mai alzato il trofeo: i suoi tre titoli sono arrivati sempre partendo con qualche inciampo.
- I talismani della Roja. Con Fabián Ruiz in campo la Spagna non ha mai perso in 49 partite, mentre Oyarzabal ha segnato 18 gol nelle ultime 20 presenze in nazionale e Merino ha deciso ottavi e quarti giocando 40 minuti in tutto.
- Curiosità italiane. Con Lautaro Martinez sarà la dodicesima finale mondiale consecutiva con almeno un giocatore dell’Inter in campo, striscia che nessun altro club al mondo può vantare. Il club più rappresentato a New York sarà però l’Atletico Madrid con 9 giocatori (6 argentini e 3 spagnoli), davanti al Barcellona con 8.
Il percorso delle due squadre
Spagna: la cooperativa quasi perfetta
Sette partite, sei vittorie e un pareggio, 11 gol fatti e uno solo subito: i numeri della Roja raccontano un dominio costruito sul collettivo più che sui singoli. Dopo lo 0-0 a sorpresa con Capo Verde all’esordio, la squadra di De la Fuente ha vinto il Gruppo H piegando Arabia Saudita (4-0) e Uruguay (1-0), poi nella fase a eliminazione diretta ha alzato il livello a ogni turno: il Portogallo battuto 1-0 agli ottavi con la zampata di Merino allo scadere, il Belgio superato 2-1 ai quarti ancora nel finale, infine la lezione di calcio alla Francia in semifinale (2-0), la prestazione più convincente del torneo. Rodri è il faro, Yamal la scintilla, ma la vera forza è che chiunque entri sa esattamente cosa fare.
Argentina: sette vittorie e un cuore enorme
Percorso netto anche per l’Albiceleste, con tinte molto più “drammatiche”: sette vittorie su sette, senza mai passare dai rigori. Il girone J è stato una passerella per Messi, con la tripletta all’Algeria (3-0), la doppietta all’Austria (2-0) e il sigillo alla Giordania (3-1). Dai sedicesimi in poi è iniziata la corrida: 3-2 ai supplementari con Capo Verde, la rimonta pazzesca da 0-2 a 3-2 con l’Egitto negli ultimi undici minuti, il 3-1 nell’extra time alla Svizzera e il capolavoro in semifinale, con l’Inghilterra ribaltata da 0-1 a 2-1 tra l’85’ e il 92′. La squadra di Scaloni segna tanto (19 gol), soffre, ma non muore mai: quattro delle ultime cinque partite le ha decise nei minuti finali o oltre il novantesimo.
Le ultime di formazione
De la Fuente veleggia verso la conferma in blocco dell’undici delle ultime uscite, con l’unico tema legato alla gestione delle energie, dalla parte spagnola nettamente più fresche: la Roja non ha mai giocato un supplementare, mentre l’Argentina ne ha disputati due nelle ultime quattro partite e dovrà valutare le condizioni di diversi titolari.
Spagna (4-2-3-1): Unai Simón; Porro, Cubarsí, Laporte, Cucurella; Rodri, Fabián Ruiz; Yamal, Dani Olmo, Baena; Oyarzabal. Ct: De la Fuente.
Ballottaggi: Pedri insidia Fabián Ruiz, con Merino e Ferran Torres pronti come armi a gara in corso.
Argentina (4-4-2): E. Martínez; Molina, Romero, L. Martínez, Tagliafico; De Paul, Paredes, Enzo Fernández, Mac Allister; Messi, Alvarez. Ct: Scaloni.
Ballottaggi: Giuliano Simeone insidia De Paul sulla corsia destra, mentre Lautaro Martinez, decisivo dalla panchina con Svizzera e Inghilterra, parte ancora dietro Alvarez nelle gerarchie.
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