La storia si ripete, con altri mezzi. Quarant’anni dopo la Mano de Dios e il gol del secolo, l’Argentina elimina ancora l’Inghilterra da un Mondiale: al Mercedes-Benz Stadium di Atlanta finisce 2-1 in rimonta, con i gol di Enzo Fernandez e Lautaro Martinez tra l’85’ e 92′ a ribaltare il vantaggio di Gordon, e con la regia di un Messi da due assist nella notte in cui l’Albiceleste si guadagna la seconda finale mondiale consecutiva. Domenica a New York la sfida alla Spagna, mentre i Tre Leoni si consoleranno sabato con la Francia nella finale per il terzo posto.

Il commento: l’Inghilterra si chiude, l’Argentina la ribalta in sette minuti

Il primo tempo è intenso ma bloccato, con le due squadre più attente a non concedere che a creare. La partita si accende al 55′, quando Gordon trova la zampata che sembra indirizzare la semifinale dalla parte inglese. La scelta di Tuchel a quel punto è quella che gli inglesi rimprovereranno a lungo: la Nazionale dei Tre Leoni inseriscono altri due difensori, si abbassano, rinunciano a giocare e consegnano il pallino a un’Argentina che da lì in poi li assedia. Mac Allister colpisce un palo di testa, poi serve un miracolo di Pickford sull’incornata di Nico Gonzalez, imbeccato da una palla disegnata da Messi.

Il muro regge fino all’85’, quando la pressione diventa valanga: Enzo Fernandez firma il pareggio e il Mercedes-Benz Stadium capisce che l’inerzia non si può più invertire. Al 92′ arriva il colpo che vale la finale, con il secondo assist di Messi per Lautaro Martinez — entrato dalla panchina, come ai quarti — a completare una rimonta costruita in sette minuti di furia agonistica. In mezzo, sempre lui: Leo Messi, 39 anni, due assist e la sensazione che certe notti contro gli inglesi appartengano al destino argentino. La Scaloneta difenderà il titolo domenica 19 luglio alle 21 nella finalissima di New York contro la Spagna — preceduta da una cerimonia di chiusura con Laura Pausini tra gli ospiti — mentre nella corsa al titolo di capocannoniere Messi resta appaiato a Mbappé a quota 8, con una partita in più per superarlo.

IL TABELLINO DEL MATCH

INGHILTERRA (4-2-3-1): Pickford; James (82’ O’Reilly), Stones (96’ Rashford), Guehi, Spence (96’ Toney); Anderson, Rice (82’ Burn); Rogers, Bellingham, Gordon (72’ Konsa); Kane. CT: Tuchel

ARGENTINA (4-4-2): E. Martinez; Molina (73’ Montiel), Romero, L. Martinez (73’ Otamendi), Tagliafico (81’ Lautaro); Giuliano Simeone (73’ de Paul), Paredes (64’ Nico Gonzalez), Enzo Fernandez, Mac Allister; Messi, Alvarez. CT: Scaloni

Arbitro: Elfath I. (Usa)

Marcatori: 55’ Gordon (I), 85’ Enzo Fernandez (A), 92’ Lautaro Martinez (A)

Ammoniti: Anderson (I), L. Martinez (A), Romero (A), de Paul (A)

Le pagelle dei protagonisti

Argentina: Messi è il destino, Lautaro l’uomo della provvidenza

Messi 8 – Non segna, ma la rimonta porta la sua firma: due assist, ogni pallone pesante passa dai suoi piedi e la palla per Nico Gonzalez meritava miglior sorte. A 39 anni, contro l’Inghilterra, nel quarantennale di Maradona: certe sceneggiature non si scrivono, si ereditano.
Lautaro Martinez 7,5 – Ancora dalla panchina, ancora decisivo: dopo il sigillo alla Svizzera, il gol che vale la finale. Il dodicesimo uomo più prezioso del Mondiale.
Enzo Fernandez 7 – Il gol che rompe la diga all’85’, al culmine di una ripresa da padrone del centrocampo.
Mac Allister 6,5 – Il palo di testa è il preludio dell’assedio, la sua spinta logora la resistenza inglese.

Inghilterra: Pickford eroico ma non basta, il conto lo paga Tuchel

Pickford 7 – Tiene in piedi i suoi fin che può, con un miracolo su Nico Gonzalez che sembrava il segnale del destino. Cade senza colpe.
Gordon 6,5 – Il gol che illude e tanto sacrificio, fino a spegnersi alla distanza come tutti i suoi compagni.
Tuchel 5 – La scelta di rinunciare a giocare dopo il vantaggio consegna il match all’Argentina: trentacinque minuti di apnea non si reggono contro Messi e compagni. L’Inghilterra esce ancora una volta a un passo dal traguardo, e stavolta il rimpianto è tattico.