Un’altra notte che riscrive le gerarchie dei Mondiali 2026. Il Brasile di Carlo Ancelotti saluta il torneo agli ottavi, steso 2-1 da una Norvegia mai doma e da un Erling Haaland in versione extraterrestre, autore di una doppietta che vale i primi quarti di finale della storia scandinava. Cade anche il Messico: davanti agli oltre 80.000 dell’Azteca, l’Inghilterra vince 3-2 nonostante mezz’ora abbondante giocata in inferiorità numerica, trascinata dalla doppietta di Bellingham e dal rigore di Kane. Dopo Germania e Olanda, escono così altre due big: ai quarti sarà Norvegia-Inghilterra, sabato a Miami. E oggi il tabellone prosegue con altri due incroci pesantissimi: alle 21 il derby iberico tra il Portogallo di Cristiano Ronaldo e la Spagna campione d’Europa, nella notte i padroni di casa degli Stati Uniti contro il Belgio.

Brasile-Norvegia 1-2: Haaland da leggenda, Seleção fuori dai quarti dopo 36 anni

Al MetLife Stadium di East Rutherford, il palcoscenico che il 19 luglio ospiterà la finale, si consuma il tonfo più fragoroso del Mondiale. Eppure la partita si era messa subito bene per il Brasile: al 14′, dopo un richiamo del VAR per un fallo di Ajer su Cunha, l’arbitro assegna un rigore ai verdeoro, ma Nyland ipnotizza Bruno Guimarães e respinge. È l’inizio della serata perfetta del portiere norvegese, che nel primo tempo salva anche su Vinicius e rischia il clamoroso autogol su una deviazione velenosa. Nella ripresa Ancelotti getta nella mischia Endrick e Neymar, ma il primo si divora a tu per tu con il portiere norvegese il gol del vantaggio.

Al 79′ la sentenza: cross dalla sinistra del subentrato Schjelderup e incornata imperiosa di Haaland, che anticipa Gabriel e batte Alisson. Il Brasile si sbilancia, sfiora il pari con un pallonetto di Ajer deviato sul palo da Nyland, e al 90′ il fenomeno del City chiude i conti: stop al limite e diagonale mancino tra le gambe di Danilo, doppietta e settimo gol nel torneo, in vetta ai marcatori con Messi e Mbappé. Nel lungo recupero Neymar, entrato tra i boati al 68′, accorcia su rigore, fischiato per una gomitata di Østigård su Casemiro, ma è solo il gol della bandiera. Il Brasile resta fuori dai quarti per la prima volta dal 1990, la Norvegia — imbattuta da sempre contro i verdeoro — vola dove non era mai stata, e il 5 luglio entra di nuovo nella memoria nera brasiliana, come quello del 1982 con la tripletta di Paolo Rossi.

Messico-Inghilterra 2-3: Bellingham e Kane fanno la storia, Azteca ammutolito

A Città del Messico, in una gara iniziata con un’ora di ritardo per una tempesta di fulmini, l’Inghilterra sbanca l’Azteca quarant’anni dopo la “Mano de Dios” di Maradona ed elimina l’unica squadra del torneo ancora imbattuta e senza gol subiti. La sblocca Jude Bellingham con una doppietta lampo in 98 secondi: al 36′ di testa sul cross di Saka, al 38′ su assist di Kane dopo una palla persa sanguinosa dai messicani. Il Messico però è vivo e accorcia subito al 42′ con un bolide di Quiñones, prima che Pickford salvi due volte su Jiménez.

Nella ripresa succede di tutto: al 54′ il VAR trasforma in rosso diretto un brutto intervento di Quansah su Gallardo e l’Inghilterra resta in dieci, ma paradossalmente trova il tris al 60′ con il rigore di Kane, sesto gol nel torneo, per il fallo di Rangel su Gordon. Al 69′ un altro penalty, stavolta segnalato dal VAR per un intervento difensivo dello stesso Kane, permette a Raúl Jiménez di riaprirla dal dischetto. L’ultima mezz’ora è un assedio messicano, ma il muro inglese regge fino alla fine: finisce 2-3, i Tre Leoni di Tuchel soffrono, stringono i denti e volano ai quarti contro la Norvegia. Il Messico esce a testa altissima, ma la maledizione continua: i quarti mancano dal 1986.

Il programma di oggi: il derby iberico e i padroni di casa americani

La giornata di oggi propone gli ultimi ottavi della parte alta del tabellone, con le due vincenti destinate a incrociarsi ai quarti.

Portogallo-Spagna (ore 21:00, Rai 1 e DAZN)

Al Dallas Stadium di Arlington va in scena la partita più attesa del turno: il derby iberico tra il Portogallo di Roberto Martínez e la Spagna campione d’Europa. Da una parte Cristiano Ronaldo, a caccia dell’unico trofeo che gli manca in quella che potrebbe essere la sua ultima recita mondiale; dall’altra il talento generazionale di Lamine Yamal e una Roja che non ha ancora subito un gol nel torneo, forte del record di imbattibilità di Unai Simón. I lusitani arrivano dalla vittoria in extremis sulla Croazia, gli spagnoli dal netto 3-0 all’Austria. Chi vince affronterà ai quarti chi passa tra Stati Uniti e Belgio.

Portogallo (4-2-3-1): Diogo Costa; Cancelo, Rúben Dias, Renato Veiga, Nuno Mendes; João Neves, Vitinha; Pedro Neto, Bruno Fernandes, Leão; Cristiano Ronaldo. Ct. Martínez.

Spagna (4-2-3-1): Unai Simón; Pedro Porro, Cubarsí, Laporte, Cucurella; Rodri, Pedri; Lamine Yamal, Dani Olmo, Baena; Oyarzabal. Ct. de la Fuente.

Stati Uniti-Belgio (ore 02:00, DAZN)

Nella notte italiana, al Lumen Field di Seattle, gli Stati Uniti di Mauricio Pochettino sfidano il Belgio nel remake dell’ottavo di finale del 2014, vinto allora dai Diavoli Rossi ai supplementari. I padroni di casa, spinti dal pubblico, ritrovano a sorpresa Balogun: la FIFA ha revocato, tra le polemiche, la squalifica per il rosso rimediato contro la Bosnia, e l’attaccante guiderà l’attacco con Pulisic. Il Belgio di Rudi Garcia si aggrappa all’esperienza di De Bruyne e Lukaku e all’entusiasmo della folle rimonta sul Senegal, chiusa dal rigore di Tielemans al 125′. La vincente troverà ai quarti chi passa tra Portogallo e Spagna.

Stati Uniti (4-3-3): Freese; Freeman, Richards, Ream, Robinson; McKennie, Adams, Tillman; Dest, Balogun, Pulisic. Ct. Pochettino.

Belgio (4-2-3-1): Courtois; Castagne, Mechele, Theate, De Cuyper; Tielemans, Raskin; Trossard, De Bruyne, Doku; Lukaku. Ct. Garcia.