Di Redazione William Hill News
Aggiornato: 8 Giugno 2026
Sulla terra rossa del Court Philippe Chatrier si chiude un cerchio e si apre, allo stesso tempo, un nuovo entusiasmante capitolo per il tennis azzurro. La finale maschile del Roland Garros 2026 ha incoronato Alexander Zverev, capace di imporsi in cinque avvincenti set (6-1, 4-6, 6-4, 6-7, 6-1) su un indomito Flavio Cobolli, al termine di una battaglia fisica e nervosa durata oltre quattro ore.
La redenzione di Sascha Zverev
Per il ventinovenne nativo di Amburgo si tratta della consacrazione definitiva. Dopo 25 titoli nel circuito maggiore e le cocenti delusioni nelle finali Major passate — dalla rimonta subita da Dominic Thiem allo US Open 2020, passando per il Roland Garros 2024 e l’Australian Open 2025 — Zverev riesce finalmente a scrollarsi di dosso l’etichetta di grande incompiuto. La vittoria parigina ha un sapore di vera e propria rinascita, se si ripensa al 2022, quando proprio in questo stadio il tedesco si ruppe i legamenti della caviglia contro Rafa Nadal, mettendo a rischio il proprio futuro sportivo. Le lacrime a fine match, prima di crollare a terra stremato, testimoniano la liberazione di un campione che blinda così il terzo posto nel ranking mondiale dietro ai fenomeni Sinner e Alcaraz.
Applausi a scena aperta per Cobolli
Dall’altra parte della rete, l’Italia saluta a testa altissima la prestazione maiuscola di Flavio Cobolli. Alla sua prima finale Slam in carriera, il ventiquattrenne romano ha lottato con il cuore e con i denti, supportato a gran voce dal pubblico del centrale. Sotto gli occhi di Adriano Panatta — campione a Parigi cinquant’anni fa — l’azzurro ha dimostrato di appartenere all’élite del tennis. La sconfitta non cancella le straordinarie certezze acquisite: da lunedì Cobolli raggiungerà il suo best ranking alla posizione numero 10 della classifica ATP e salirà al quarto posto nella speciale Race verso le ATP Finals di Torino.
La sintesi della battaglia
- Primo Set (6-1 Zverev): L’emozione della prima finale Slam blocca le gambe e i pensieri di Cobolli. Il tedesco domina sin dal game di apertura, strappa il servizio per tre volte e incamera il parziale in appena 34 minuti.
- Secondo Set (6-4 Cobolli): L’azzurro si scioglie, ritrova il proprio tennis e il coraggio. Il momento di svolta arriva nel settimo gioco: al termine di uno scambio infinito di 23 colpi, Zverev concede il break con un doppio fallo. Cobolli capitalizza e chiude il set in 51 minuti.
- Terzo Set (6-4 Zverev): Il parziale è un braccio di ferro costante. L’italiano annulla due pericolose palle break salvandosi con classe, ma nel decisivo decimo game la tensione si fa sentire: tre errori di dritto condannano Cobolli a cedere la battuta e il set.
- Quarto Set (7-6 Cobolli): Una montagna russa di emozioni. Cobolli va avanti di un break (3-1), si fa riprendere, poi strappa nuovamente il servizio gridando “Io sono ancora qui. Tu no!”. L’azzurro va a servire per il set sul 5-4 ma subisce il controbreak. Si approda al tie-break, dove Cobolli vince per 7-5 tirando fuori un dritto lungolinea da capogiro che infiamma lo stadio e prolunga il match.
- Quinto Set (6-1 Zverev): Le scorte di energia dell’azzurro entrano in riserva. Zverev, dopo l’intervento del fisioterapista al termine del quarto set, scappa subito via sul 3-0 approfittando del calo dell’avversario. Cobolli costruisce alcune occasioni per rientrare, ma la lucidità manca e il tedesco piazza il colpo finale blindando il torneo.
Un abbraccio tra campioni
A sigillare l’epilogo di questa estenuante finale è stato l’abbraccio prolungato e sincero a rete tra i due sfidanti, legati da una grande amicizia fuori dal campo. Il Roland Garros 2026 consegna alla storia il primo Major di Alexander Zverev, ma regala all’Italia la certezza di un nuovo grande campione su cui puntare per il futuro: Flavio Cobolli.
Le parole di Cobolli
“Se qualcuno mi avesse chiesto chi avrebbe meritato di più il titolo, avrei fatto il tuo nome”, ha dichiarato Cobolli guardando Zverev durante la premiazione. “È stato bello dividere il campo con te, anche se sono triste perché ci sono andato vicino. Ora che hai realizzato il tuo sogno – ha scherzato – fammi vincere la prossima”. Si è rivolto anche ad Adriano Panatta – chiamato a premiare i due finalisti a 50 anni dal suo successo nel 1976 – e ai tifosi azzurri: “È bellissimo giocare davanti a te, anche se mi ha messo un po’ di pressione. Quanto ai tifosi, è un privilegio avervi avuti qui, e sono orgoglioso anche del mio team. Da giovane non mi sarei mai aspettato un risultato del genere, ma ora voglio far sì che qualcosa di speciale possa accadere. Sono ancora giovane e non è finita, voglio godermi ogni istante sul campo”.
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