Il Mondiale di Formula 1 fa tappa nel suo salotto più esclusivo e insidioso. Nel fine settimana prende il via l’attesa 72ª edizione del Gran Premio di Monaco, sesto appuntamento di un campionato 2026 finora dominato dalle Frecce d’Argento. Sulle stradine del Principato, però, le gerarchie potrebbero subire un drastico scossone. Tra muretti spietati, chicane iconiche e il rombo dei motori che rimbomba nel tunnel, Monte Carlo si prepara a offrire un weekend dalle dinamiche tecniche e sportive del tutto uniche, dove il talento del pilota e la precisione meccanica contano ben più della potenza pura.

Rivoluzione tecnica: niente ali mobili e nuove regole per l’ibrido

La natura atipica del tracciato monegasco, caratterizzato da frenate continue e rettilinei brevissimi, ribalta completamente il paradigma tecnico di questa stagione. Le nuove power unit 2026, basate su un’erogazione 50-50 tra componente termica ed elettrica, hanno spesso costretto i piloti a complessi “lift and coast” per gestire la ricarica della batteria. A Monaco questo problema viene meno, ma la FIA è comunque intervenuta con decisioni drastiche per preservare la sicurezza e lo spettacolo.

Nel Principato non ci sarà alcuno spazio per l’aerodinamica attiva: le ali avranno configurazioni a flap fissi e non assisteremo all’utilizzo dei sistemi di riduzione del drag (addio alle ali ribaltabili ribattezzate “Macarena”). Inoltre, la Federazione ha modificato il profilo di utilizzo dell’energia elettrica: i 350 kW di potenza massima decresceranno linearmente a partire dai 200 km/h, esaurendosi già ai 300 km/h (anziché ai canonici 290 km/h del profilo standard). Solo utilizzando l’overtake mode i piloti potranno disporre di 150 kW fino ai 300 km/h, portandoli a zero non appena toccati i 310 km/h. Una scelta che premia l’agilità in trazione e l’uscita dalle curve lente, azzerando quasi totalmente il gap motoristico che ha finora favorito la Mercedes.

La grande occasione della Ferrari: Leclerc e Hamilton all’assalto

È proprio in questo scenario tecnico che si inseriscono le forti ambizioni della Ferrari. La SF-26, monoposto che fa della maneggevolezza, della prontezza in accelerazione e della reattività meccanica i suoi punti di forza, sembra cucita su misura per le stradine di Monte Carlo. Il team principal Frédéric Vasseur non ha nascosto la curiosità di vedere all’opera le nuove monoposto, più compatte e leggere, tra le insidie del tracciato, sottolineando come la fiducia e la cura del dettaglio faranno la differenza.

L’entusiasmo attorno a Maranello è palpabile, alimentato dal freschissimo rinnovo pluriennale di Charles Leclerc. Il monegasco, padrone di casa, cerca il feeling perfetto dopo le difficoltà patite nell’ultima uscita nordamericana. Dall’altra parte del box, Lewis Hamilton ha mostrato una fiducia crescente nel setup della vettura. Il coro degli ottimisti si allarga giorno dopo giorno: l’ex pilota Riccardo Patrese si è persino spinto a pronosticare una doppietta Rossa, con Leclerc davanti al britannico. Ora, però, la parola passa all’asfalto.

L’incognita gomme e il peso schiacciante della qualifica

Il fattore pneumatici sarà, come sempre, decisivo. Pirelli porta a Monaco la sua gamma più morbida (C3, C4, C5), indispensabile per massimizzare il grip meccanico su un asfalto storicamente poco abrasivo ma che quest’anno presenta diverse zone riasfaltate (tra la 19 e la 1, prima del tunnel e in pit lane). L’evoluzione della pista sarà drastica tra il venerdì e la domenica.

Archiviato il caotico esperimento regolamentare del 2025 (che imponeva l’uso di tre mescole), si torna al formato classico. Il degrado limitato spinge quasi tutti verso la singola sosta, rendendo la track position vitale. A Monte Carlo, la qualifica vale letteralmente mezza gara: le statistiche ricordano che dal 2004 a oggi il poleman ha trionfato nel 71,4% dei casi. Preparare la mescola Soft C5 per il fatidico giro del sabato sarà l’ossessione di tutti gli ingegneri. Il tutto, ovviamente, tenendo sempre pronto il “Piano B” per le quasi certe neutralizzazioni con Safety Car o bandiere rosse, pronte a rimescolare le carte nel regno che fu di Ayrton Senna, detentore del record assoluto con sei vittorie.

Programma del Weekend – GP di Monaco

L’appuntamento sulle strade del Principato torna al formato tradizionale su tre giorni per la top class. Di seguito gli orari ufficiali delle sessioni di Formula 1.

  • Venerdì 5 giugno
    • Ore 13:30 – 14:30: Prove Libere 1
    • Ore 17:00 – 18:00: Prove Libere 2
  • Sabato 6 giugno
    • Ore 12:30 – 13:30: Prove Libere 3
    • Ore 16:00 – 17:00: Qualifiche
  • Domenica 7 giugno
    • Ore 15:00: Gara – Gran Premio di Monaco

Formula 1, classifica piloti

Dominio Mercedes in vetta con Kimi Antonelli saldamente al comando, ma le due Ferrari tallonano George Russell per la piazza d’onore.

  • 1. A. Antonelli (Mercedes) – 131 punti
  • 2. G. Russell (Mercedes) – 88 punti
  • 3. C. Leclerc (Ferrari) – 75 punti
  • 4. L. Hamilton (Ferrari) – 72 punti
  • 5. L. Norris (McLaren) – 58 punti
  • 6. O. Piastri (McLaren) – 48 punti
  • 7. M. Verstappen (Red Bull) – 43 punti
  • 8. P. Gasly (Alpine) – 20 punti
  • 9. O. Bearman (Haas) – 18 punti
  • 10. L. Lawson (Racing Bulls F1 Team) – 16 punti
  • 11. F. Colapinto (Alpine) – 15 punti
  • 12. I. Hadjar (Red Bull) – 14 punti
  • 13. C. Sainz Jr. (Williams) – 6 punti
  • 14. A. Lindblad (Racing Bulls F1 Team) – 5 punti
  • 15. G. Bortoleto (Audi F1 Team) – 2 punti
  • 16. E. Ocon (Haas) – 1 punto
  • 17. A. Albon (Williams) – 1 punto

Formula 1, Classifica costruttori

La scuderia di Brackley ha già scavato un solco importante, mentre la Ferrari difende la seconda posizione dall’inseguimento della McLaren.

  • 1. Mercedes – 219 punti
  • 2. Ferrari – 147 punti
  • 3. McLaren – 106 punti
  • 4. Red Bull – 57 punti
  • 5. Alpine – 35 punti
  • 6. Racing Bulls F1 Team – 21 punti
  • 7. Haas – 19 punti
  • 8. Williams – 7 punti
  • 9. Audi F1 Team – 2 punti