La penultima fermata del campionato di Serie A regala emozioni fortissime e sentenze definitive, lasciando aperto poco più di uno spiraglio per gli ultimi, drammatici 90 minuti della stagione. Il colpo di scena più clamoroso arriva da Torino, dove la Juventus si suicida in casa contro la Fiorentina, crollando al sesto posto e dicendo quasi addio alla qualificazione in Champions. Del disastro bianconero approfitta il Como di Fabregas, che firma uno storico sorpasso al quinto posto. Davanti a loro, il Napoli passeggia sulle macerie del Pisa e prenota matematicamente un posto nell’Europa che conta blindando la seconda piazza, mentre Milan e Roma si aggiudicano rispettivamente la trasferta di Genova e il derby della Capitale, mantenendo la convivenza al terzo posto. Se il Cagliari festeggia la salvezza matematica, nei bassifondi è bagarre totale: le vittorie all’ultimo respiro di Lecce e Cremonese rimandano tutto al fotofinish.


I risultati della 37ª Giornata

  • Pisa 0 – 3 Napoli (20′ S. McTominay [N], 27′ A. Rrahmani [N], 90’+2′ R. Hojlund [N])
  • Como 1 – 0 Parma (53′ A. Moreno [C])
  • Genoa 1 – 2 Milan (49′ rig. C. Nkunku [M], 81′ A. Athekame [M], 90’+1′ J. Vasquez [G])
  • Roma 2 – 0 Lazio (40′ G. Mancini [R], 65′ G. Mancini [R])
  • Juventus 0 – 2 Fiorentina (28′ C. Ndour [F], 82′ R. Mandragora [F])
  • Inter 1 – 1 Verona (46′ aut. A. Edmundsson [I], 90′ K. Bowie [V])
  • Atalanta 0 – 1 Bologna (77′ R. Orsolini [B])
  • Udinese 0 – 1 Cremonese (9′ J. Vardy [C])
  • Sassuolo 2 – 3 Lecce (14′ W. Cheddira [L], 24′ W. Cheddira [L], 82′ A. Pinamonti [S], 90’+6′ N. Stulic [L])
  • Cagliari 2 – 1 Torino (38′ R. Obrador [T], 39′ S. Esposito [C], 45’+2′ Y. Mina [C])

La Classifica Aggiornata

Di seguito la graduatoria di Serie A a 90 minuti dal termine del campionato:

  1. Inter – 86 (Campione d’Italia)
  2. Napoli – 73 (Qualificato in Champions League)
  3. Milan – 70
  4. Roma – 70
  5. Como – 68
  6. Juventus – 68
  7. Atalanta – 58
  8. Bologna – 55
  9. Lazio – 51
  10. Udinese – 50
  11. Sassuolo – 49
  12. Torino – 44
  13. Parma – 42
  14. Genoa – 41
  15. Fiorentina – 41
  16. Cagliari – 40
  17. Lecce – 35
  18. Cremonese – 34
  19. Verona – 21 (Retrocessa in Serie B)
  20. Pisa – 18 (Retrocessa in Serie B)

Pisa-Napoli: monologo azzurro, Conte prenota l’Europa che conta

Tutto secondo i piani per il Napoli di Antonio Conte, che trasforma la trasferta all’Arena Garibaldi in una formalità e stacca l’aritmetico pass per la prossima Champions League. Agli azzurri, scesi in campo con un piglio autorevole in una gara dai ritmi estivi, basta meno di mezz’ora per indirizzare la pratica: al 20′ una sponda intelligente di Hojlund apparecchia la tavola per l’inserimento di McTominay, giunto in doppia cifra stagionale. Poco dopo (27′) è Rrahmani a svettare su corner, complice una lettura imperfetta dell’estremo difensore pisano Semper. Il Pisa, contestato duramente dal proprio pubblico e condannato all’ottavo ko di fila, non riesce mai a pungere, sbattendo sull’unica vera sortita contro un attento Meret. Nel finale (92′), c’è tempo anche per il ritorno al gol di Rasmus Hojlund. Per Conte si conferma un ruolino di marcia spaventoso: mai fuori dalle prime due posizioni nelle sue avventure sulle panchine delle big italiane.

Roma-Lazio: Mancini, l’eroe inatteso che fa godere la metà giallorossa

La fame di Champions della Roma divora le residue velleità di una Lazio ormai priva di traguardi concreti. La stracittadina dell’Olimpico si colora di giallorosso al termine di un match fisico, teso e deciso da un protagonista assoluto: Gianluca Mancini. Il difensore si trasforma in un implacabile bomber d’area di rigore, incornando due volte alle spalle di Furlanetto. Il vantaggio arriva al 40′, proprio nel miglior momento della squadra di Sarri, con uno stacco imperioso su angolo di Pisilli. Nella ripresa (65′), il centrale concede il bis fotocopia sfruttando una pennellata di Dybala, mettendo in ginocchio la retroguardia biancoceleste. Gli animi si accendono nel finale, sfociando in una rissa che costa il cartellino rosso a Wesley e Rovella, ma l’esito non cambia. La Roma sale a 70 punti: l’Europa che conta è a un passo.

Juventus-Fiorentina: disastro bianconero, l’Allianz Stadium esplode di rabbia

Notte fonda a Torino. La Juventus getta clamorosamente alle ortiche le proprie ambizioni Champions, subendo un pesantissimo 0-2 casalingo per mano di una Fiorentina già tranquilla a metà classifica. L’approccio compassato della squadra di Spalletti viene punito severamente al 28′, quando Ndour sfrutta una voragine difensiva creata da una percussione di Solomon. I bianconeri non riescono a scuotersi, imbrigliati dalla ragnatela tattica eretta da Vanoli e frustrati da episodi sfortunati (un gol annullato a Vlahovic per offside). A calare il sipario ci pensa l’ex di turno, Rolando Mandragora, con una gemma balistica dal limite all’82’. I fischi assordanti del pubblico di casa fotografano il dramma sportivo di una squadra scivolata incredibilmente al sesto posto, ora costretta a sperare in un miracolo all’ultima giornata per non veder sfumare introiti fondamentali per la prossima stagione.

Como-Parma: Moreno manda in estasi il Sinigaglia. Fabregas vede le stelle

La favola del Como aggiunge un altro capitolo straordinario a una stagione memorabile. Pur orfana del faro Nico Paz, la truppa di Cesc Fabregas scardina il catenaccio del Parma e si regala uno storico sorpasso ai danni della Juventus, balzando al quinto posto. Il fortino emiliano regge per tutto il primo tempo (salvato anche da un palo colpito da Baturina), ma crolla al 53′: l’intuizione del mister spagnolo di inserire Jesus Rodriguez si rivela vincente, ed è proprio dai suoi piedi che nasce l’assist perfetto per il letale sinistro di Alberto Moreno. Un gol annullato a Pellegrino fa tremare i lariani, che però resistono fino al fischio finale. Ora il destino passa dall’ultima sfida contro la Cremonese: in caso di passo falso di Milan o Roma, il sogno della Champions League diventerebbe realtà.

Genoa-Milan: Il Diavolo passa a Marassi con cinismo e sofferenza

Il Milan non sbaglia e porta a casa un successo pesantissimo da Genova, restando aggrappato al terzo posto in coabitazione con la Roma. A Marassi la svolta arriva in avvio di ripresa, quando un ingenuo retropassaggio del giovane Amorim costringe il portiere rossoblù Bijlow al fallo da rigore: Nkunku si presenta sul dischetto e trasforma con freddezza (49′). La squadra di Allegri legittima il vantaggio trovando l’allungo all’81’ con un tracciante da fuori di Athekame, su imbeccata di Pulisic. Il match, sospeso a lungo per le intemperanze della curva ligure, si riaccende nel maxi-recupero grazie alla deviazione sottomisura di Vasquez (90’+1′), ma i rossoneri difendono il prezioso 2-1. Adesso il destino del Diavolo è tutto nelle sue mani: una vittoria contro il Cagliari nell’ultimo atto varrà la matematica qualificazione in Champions.

Atalanta-Bologna: Skorupski mura la Dea, Orsolini la punisce

Un Bologna cinico e quadrato passa alla New Balance Arena per 1-0, lasciando l’Atalanta con l’amaro in bocca ma con la consolazione aritmetica del pass per la Conference League (la nona qualificazione europea in dieci anni). I bergamaschi costruiscono moltissimo ma sbattono ripetutamente contro le manone di un monumentale Skorupski, rientrato a difesa dei pali rossoblù dopo mesi di assenza. A decidere la contesa ci pensa la pennellata su punizione di Riccardo Orsolini al 77′, abile a sfruttare un fallo procurato da Rowe. Per la squadra di Italiano è un successo di puro orgoglio, che non basta a riaprire le porte dell’Europa, mentre i ragazzi di Palladino chiudono il loro campionato casalingo con tanti rimpianti legati all’imprecisione sotto porta.

Inter-Verona: passerella tricolore con inciampo finale per la capolista

L’Inter festeggia l’avvenuta conquista dello scudetto davanti a un San Siro gremito, ma sul rettangolo verde si fa imporre l’1-1 da un Verona orgoglioso e tignoso, seppur già retrocesso. I ritmi bassi e un’atmosfera da ultimo giorno di scuola caratterizzano un primo tempo privo di grandi squilli. La gara si sblocca fortuitamente a inizio ripresa (46′): un’incornata di Bonny da calcio d’angolo propizia la decisiva deviazione nella propria porta di Edmundsson. La squadra di Chivu non affonda il colpo e, proprio allo scadere (90′), subisce il contropiede di Bowie che gela momentaneamente lo stadio. Un epilogo ininfluente: pochi istanti dopo il triplice fischio, scoppia la gioia e la festa per il tricolore numero 21.

Udinese-Cremonese: un graffio di Vardy tiene in vita i grigiorossi

La Cremonese compie l’impresa al Bluenergy Stadium, piegando l’Udinese per 1-0 e rimandando ogni verdetto salvezza all’ultimo e incandescente capitolo del torneo. L’intuizione di mister Giampaolo si concretizza già al 9′, quando il navigato Jamie Vardy si fa trovare al posto giusto nel momento giusto, ribadendo in rete una corta respinta di Okoye su un tentativo di Bonazzoli. Forte del vantaggio, la squadra lombarda si chiude a riccio, disinnescando la compassata manovra di una formazione friulana priva di grandi stimoli e dell’estro di Zaniolo. Nel finale, il fortino regge anche grazie ai guantoni di Audero, insuperabile sulle iniziative di Solet e Davis. Per la Cremonese è linfa vitale: la rincorsa al Lecce continua.

Sassuolo-Lecce: montagne russe al Mapei, Stulic firma il miracolo al fotofinish

Emozioni allo stato puro a Reggio Emilia, dove il Lecce conquista una vittoria di platino per 3-2 all’ultimo respiro, avvicinandosi sensibilmente alla salvezza. I pugliesi partono fortissimo e azzannano la gara con una strepitosa doppietta di Cheddira nel primo quarto d’ora (14′ e 24′). Il Sassuolo non ci sta e, forte del suo tasso tecnico, raddrizza incredibilmente le sorti dell’incontro, trovando il definitivo aggancio all’82’ con Pinamonti. Con l’incubo di essere risucchiati pericolosamente in zona retrocessione, i salentini gettano il cuore oltre l’ostacolo. A decidere la sfida al 96′ è Nikola Stulic, che chiude un digiuno di reti che durava da due mesi.

Cagliari-Torino: cuore sardo. Esposito e Mina valgono la permanenza in Serie A

Una notte indimenticabile all’Unipol Domus, che saluta l’addio al calcio giocato di Pavoletti celebrando la matematica salvezza del Cagliari, vittorioso in rimonta sul Torino per 2-1. La partita si infiamma nel finale della prima frazione: i granata gelano lo stadio al 38′ con un capolavoro balistico dello spagnolo Obrador, ma la reazione dei sardi è tanto rabbiosa quanto immediata. Sessanta secondi dopo, Esposito ringrazia la dormita di Marianucci per siglare l’immediato 1-1. Sull’onda dell’entusiasmo, nel recupero del primo tempo (45’+2′), Yerry Mina svetta di testa e fa gioire i tifosi sardi, concretizzando il sorpasso. Nel secondo tempo sale in cattedra Caprile, che con i suoi interventi abbassa la saracinesca e sigilla un traguardo meritato per i ragazzi di mister Pisacane.