Di Redazione William Hill News
Aggiornato: 1 Aprile 2026
Non è più solo una delusione, è un vero e proprio trauma generazionale. L’Italia fallisce l’accesso alla Coppa del Mondo per la terza edizione consecutiva, condannandosi all’ennesima estate sul divano. A Zenica si consuma un disastro sportivo che ha i contorni del dramma: passati in vantaggio, gli Azzurri si fanno riprendere e poi superare alla lotteria dei rigori da una Bosnia spinta dal cuore e dal calore del proprio pubblico, anche se tecnicamente inferiore.
La partita si era messa sui binari giusti. Il forcing iniziale di Retegui induce Vasilj all’errore, Barella ringrazia e serve Kean, che dal limite fa partire un tiro di prima intenzione che si insacca all’incrocio dei pali per l’1-0, confermando il suo ottimo momento di forma. L’Italia, seppur a intermittenza, sembra in controllo del match. Ma i fantasmi sono sempre in agguato e si materializzano allo scadere del primo tempo: la difesa azzurra si fa trovare clamorosamente sbilanciata su un rilancio avversario, Bastoni calcola male i tempi e stende Memic lanciato a rete. Rosso diretto. È il punto di svolta che fa sprofondare la Nazionale.
Nella ripresa, Gattuso è costretto a ridisegnare la squadra (fuori Retegui, dentro Gatti) per un 3-5-1 di pura trincea. La Bosnia cinge d’assedio l’area azzurra, spinta dalla freschezza dei nuovi entrati. Kean ha sui piedi il match point in contropiede ma, stremato, calcia alto. L’inevitabile tracollo arriva su un cross di Dedic che trova Tabakovic pronto a insaccare l’1-1. Si va ai supplementari, dove solo gli interventi di un monumentale Donnarumma tengono in vita un’Italia in totale apnea.
L’epilogo è crudele, ma figlio delle nostre paure. Ai rigori, la pressione schiaccia i tiratori azzurri: Pio Esposito calcia alto, Cristante stampa il pallone sulla traversa. La Bosnia, glaciale, non sbaglia un colpo e chiude i conti con Bajraktarevic. L’America resta un miraggio, il baratro è di nuovo realtà.
Le Pagelle degli Azzurri: un naufragio collettivo, si salva solo Gigio
- Donnarumma 7 (Il Migliore): L’unico a salvarsi dal naufragio collettivo. Compie un miracolo su Tahirovic e alza un muro finché può, tenendo in piedi la baracca da solo nei supplementari. Incolpevole sul gol del pareggio, purtroppo non riesce a ipnotizzare i bosniaci dal dischetto.
- Mancini 5: Lotta e stringe i denti nonostante i problemi fisici, ma è palesemente fuori posizione e complice della dormita collettiva che porta all’espulsione di Bastoni.
- Bastoni 4 (Il Peggiore): L’errore che decide in negativo la storia di questa qualificazione. Sbaglia completamente la lettura difensiva e si fa espellere in modo ingenuo, condannando i compagni all’inferno per oltre un’ora di gioco. Imperdonabile a questi livelli.
- Calafiori 5: Ha perso l’eleganza e la sicurezza dei giorni migliori. Si limita al compitino, soffrendo terribilmente le folate avversarie e finendo in balia degli attacchi bosniaci.
- Politano 4,5: Diligente tatticamente, ma offensivamente nullo. Dalla sua fascia non nascono mai pericoli reali, annullato dalla fisicità avversaria.
- Barella 4,5: L’assist per Kean illude. Quando la squadra resta in dieci e c’è un disperato bisogno del leader, lui si eclissa inspiegabilmente e smette di lottare.
- Locatelli 5: Inizia bene ringhiando su Dzeko, ma cala inesorabilmente alla distanza quando il centrocampo azzurro viene preso d’assalto e schiacciato.
- Tonali 6,5: il migliore per distacco del centrocampo azzurro. Corre per tre per tutti i 120 minuti, confermandosi un vero leader, ed è anche l’unico azzurro a segnare dal dischetto.
- Dimarco 4: Una serata da incubo. In perenne e costante affanno in fase difensiva, spreca anche un’ottima e sanguinosa occasione per colpire prima del pareggio bosniaco.
- Kean 5,5: Sblocca la gara con un gran gol ed è l’unico a tenere in minima apprensione la retroguardia di casa. Spreca il colpo del ko in contropiede, arrivando al tiro con la lucidità azzerata. Mezzo voto in meno perché in certe notti quell’occasione va capitalizzata.
- Retegui 4,5: Il suo pressing propizia il gol del vantaggio, ma è l’unico vero lampo. Sacrificato sull’altare dell’inferiorità numerica, esce a fine primo tempo senza aver inciso a sufficienza.
- Gatti 5,5: Entra per fare a sportellate e spazzare l’area di rigore. Usa il fisico, ma la diga cede sotto i colpi continui dell’assedio avversario.
- Palestra 6,5: L’unica vera nota lieta tra i giocatori di movimento. Entra con la giusta irriverenza, portando energia, spinta e polmoni in un momento in cui l’Italia era alle corde.
- Pio Esposito 4,5: Sbaglia tutto quello che c’è da sbagliare. Cerca di darsi da fare, lotta, ma sbatte sistematicamente sui difensori in tre occasioni nitide. Poi la luce si spegne definitivamente e dal dischetto manda il pallone (e il Mondiale) in curva.
- Frattesi 5: Gettato nella mischia per dare sostanza nei minuti finali, fa densità ma non riesce mai a ribaltare l’azione.
- Spinazzola 5,5: Prova a dare profondità nei supplementari e sfiora un assist pregevole, ma predica nel vuoto.
- Cristante 4: Entra male in partita e il suo rigore calciato sulla traversa è l’emblema definitivo del tonfo azzurro.
- All. Gattuso 5: Conferma l’undici di Bergamo e l’espulsione gli rovina i piani, è vero, ma la squadra nella ripresa è troppo rinunciataria, rintanata senza logica. Gestisce l’emergenza subendo passivamente fino al tracollo ai rigori.
Il quadro completo delle Finali: Turchia, Svezia e Repubblica Ceca al Mondiale
Oltre alla drammatica notte di Zenica, gli spareggi hanno emesso gli ultimi tre verdetti, regalando spettacolo e gol fino all’ultimo secondo.
- Kosovo – Turchia 0-1 Il sogno del Kosovo si infrange contro il cinismo turco. Dopo una traversa colpita dal kosovaro Asllani nel primo tempo, la Turchia sblocca il match al 53′: fuga di Yildiz sulla fascia, palla per Kökçü e tocco vincente sottomisura di Aktürkoğlu. Assalti finali vani, i turchi volano in America.
- Svezia – Polonia 3-2 Partita pazzesca e ricca di colpi di scena. Svezia avanti con Elanga al 20′ e ripresa da Zalewski al 33′ complice un incerto intervento di Nordfeldt. Gli scandinavi tornano in vantaggio allo scadere del primo tempo con Lagerbielke, ma la Polonia non muore mai e trova il 2-2 con Świderski al 56′. Quando i supplementari sembrano a un passo, all’88’ ci pensa il solito implacabile Gyökeres a risolvere una mischia furibonda, regalando la qualificazione alla Svezia.
- Repubblica Ceca – Danimarca 2-2 (Vittoria Repubblica Ceca ai rigori: 5-3) Altra maratona decisa dal dischetto. Cechi avanti pronti-via con Šulc (3′), raggiunti nella ripresa da un colpo di testa di Andersen che punisce un’uscita a vuoto di Kovář. Si va ai supplementari: al 100′ Krejčí fa esplodere i tifosi di casa, ma al 111′ Høgh, appena entrato, firma un clamoroso 2-2 per i danesi. Ai rigori passano i cechi grazie alle reti di Chory, Soucek e Sadilek, mentre risultano fatali per la Danimarca la traversa di Højlund e gli errori di Dreyer e Jensen.
Una redazione di esperti e appassionati di tutti gli sport più seguiti.