Di Redazione William Hill News
Aggiornato: 29 Marzo 2026
La lunga attesa sta per finire. Domani sera l’Italia calcistica tratterrà il fiato per l’appuntamento più importante degli ultimi anni. La notte di Zenica rappresenta lo snodo cruciale per un’intera generazione, chiamata a cancellare la doppia macchia delle mancate partecipazioni ai Mondiali in Russia e in Qatar. La Nazionale di Gennaro Gattuso, sbarcata in Bosnia dopo aver archiviato la pratica Irlanda del Nord, si trova ora di fronte all’ultimo ostacolo. La vigilia è inevitabilmente carica di tensione, ma nel gruppo azzurro c’è la consapevolezza che il destino è finalmente di nuovo nelle proprie mani. Staccare il pass per il Mondiale 2026 non è solo un obiettivo sportivo, ma un obbligo morale verso milioni di tifosi.
Il dentro o fuori degli Azzurri: l’ostacolo Bosnia per scacciare i fantasmi
Dodici anni. Tanto, troppo tempo è passato dall’ultima apparizione dell’Italia alla fase finale di un Campionato del Mondo (Brasile 2014). Le ferite bruciano ancora sulla pelle dei tifosi italiani. Ora, dopo il successo scaccia-paura per 2-0 contro l’Irlanda del Nord firmato da Sandro Tonali e Moise Kean, gli Azzurri si trovano all’ultimo, decisivo crocevia.
Domani, martedì 31 marzo, nella bolgia dello Stadion Bilino Polje di Zenica, andrà in scena l’atto finale contro i padroni di casa della Bosnia ed Erzegovina. Una squadra ostica, trascinata dal proprio pubblico, che in semifinale ha compiuto un vero e proprio miracolo contro il Galles: andati sotto per la rete di Daniel James, i bosniaci hanno acciuffato il pareggio all’86esimo con il solito, intramontabile Edin Džeko. La lotteria dei rigori ha poi premiato la formazione di Barbarez, complici i fatali errori dal dischetto dei gallesi Brennan Johnson e Neco Williams. Per la Bosnia è l’occasione della vita per tornare a disputare un Mondiale per la seconda volta nella sua storia dopo l’edizione del 2014, coincidente, ironia della sorte, con l’ultima apparizione azzurra a una fase finale; per l’Italia, invece, la missione è evitare l’ennesimo dramma sportivo.
I precedenti: bilancio sorridente per l’Italia, ma occhio alle insidie
La storia recente e passata sorride agli Azzurri. In totale, sono sei i precedenti ufficiali tra le due formazioni: l’Italia ha collezionato quattro vittorie, un pareggio e una sola sconfitta.
L’ultimo incrocio risale alla vigilia del deludente Euro 2024: il 9 giugno a Empoli, l’Italia si impose per 1-0 grazie alla rete nel primo tempo di Davide Frattesi, in una gara avara di emozioni. Per trovare l’unico passo falso tricolore bisogna riavvolgere il nastro di quasi trent’anni. Era il 6 novembre 1996, e nella cornice di Sarajevo la Bosnia superò l’Italia per 2-1 in un’amichevole: le reti di Salihamidzic e Bolic resero vano il momentaneo pareggio firmato da Enrico Chiesa.
Dove vederla e le probabili formazioni
Il fischio d’inizio è fissato per le ore 20:45 di domani, martedì 31 marzo. La partita sarà trasmessa in diretta televisiva in chiaro su Rai Uno e in streaming gratuito sulla piattaforma Rai Play.
Queste le probabili scelte dei due commissari tecnici per la sfida decisiva:
- BOSNIA (3-5-1-1): Nikola Vasjli; Muharemovic, Katic, Kolasinac; Memic, Tahirovic, Alajbegovic, Sunjic, Dedic; Dzeko (c), Demirovic. C.T.: Barbarez.
- ITALIA (3-5-2): Gianluigi Donnarumma (c); G. Mancini, A. Bastoni, Calafiori; Politano, Barella, Locatelli, Tonali, Dimarco; Retegui, Kean. C.T.: Gattuso.
Il quadro completo delle finali: chi stacca il biglietto per il Mondiale 2026?
Oltre a Bosnia-Italia, la serata di domani (tutte le gare in programma alle 20:45) regalerà altri tre verdetti inappellabili, definendo l’elenco definitivo delle compagini europee che voleranno in Nord America. Ecco gli accoppiamenti delle finali playoff:
- Bosnia-Erzegovina – Italia: l’eterno Edin Džeko contro la voglia di riscatto dell’Italia di Gattuso. Chi vince, va ai Mondiali.
- Kosovo – Turchia: una finale inaspettata e dal grande fascino. Il Kosovo si presenta a questo appuntamento sulle ali dell’entusiasmo dopo aver vinto una clamorosa battaglia campale in semifinale per 4-3 contro la Slovacchia (le reti di Hodza, Asllani, Muslija e Hajrizi hanno ribaltato quelle slovacche di Valjent, Haraslin e Strelec). Ad attenderli c’è la solida Turchia, che ha liquidato la pratica Romania di misura (1-0) grazie al sigillo di Kadıoğlu.
- Repubblica Ceca – Danimarca: una classica del calcio europeo. I cechi hanno sudato le proverbiali sette camicie per eliminare l’Irlanda: dopo il doppio svantaggio iniziale (rigore di Parrott e autogol di Kovář per gli irlandesi, rigore di Schick per i cechi), è stato Krejčí all’86esimo a strappare il 2-2, portando la sfida ai rigori dove la Repubblica Ceca ha poi trionfato (4-3). Decisamente più agevole il percorso della Danimarca, che ha spazzato via la Macedonia del Nord con un perentorio 4-0 nella ripresa, firmato da Damsgaard, da una micidiale doppietta di Isaksen e dal graffio finale di Nørgaard.
- Svezia – Polonia: sarà scontro tra titani dell’attacco. Da una parte la Svezia, trascinata da un Viktor Gyökeres in stato di grazia assoluta (autore di una fantastica tripletta nel 3-1 inflitto all’Ucraina, a segno solo nel finale con Ponomarenko). Dall’altra la Polonia, che ha dimostrato grande carattere ribaltando lo svantaggio iniziale contro l’Albania (gol di Hoxha) grazie ai suoi senatori Robert Lewandowski e Piotr Zieliński, per il 2-1 definitivo.
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