Nella finalissima degli Australian Open 2026, non ci sarà l’eterno duello tra Carlos Alcaraz (1) e Jannik Sinner (2). Anche la seconda semifinale va al quinto set e, nonostante 26 ace (record personale), l’azzurro viene eliminato dopo 4 ore e 9 minuti di gioco: punteggio di 3-6, 6-3, 4-6, 6-4, 6-4 in favore del serbo. La difesa del titolo di Sinner, che sognava il tris negli Australian Open, si interrompe così mestamente in semifinale.

Inizia nel migliore dei modi il match per Jannik, che trova un break immediato e vola sul 3-0, tenendo due volte il servizio. Djokovic reagisce e vince il suo primo gioco, ma il servizio di Sinner lo mette in grossa difficoltà: break a zero e 5-2. L’azzurro chiude poi i giochi, in 38′, sul punteggio di 6-3, con ben sei ace, ottime palle corte e grandi risposte sul servizio del serbo.

Nel secondo set, arriva la reazione di Djokovic. Il serbo trova il break che lo porta sul 3-1, poi allunga: due palle-break annullate e 5-2. Sinner resiste, ma Nole chiude il set sul 6-3 con due ace e pareggia i giochi. Nel terzo parziale assistiamo a un Sinner più contratto, che tenta la fuga e viene ripreso. Il serbo chiede un intervento medico per un mal di stomaco, ma riesce a rispondere colpo su colpo e riesce a costruirsi anche delle palle-break, che però non sfrutta. Sinner esce alla distanza e, questa volta, la spunta sul 6-4: triplo set point sul servizio del rivale, sfruttato nel secondo tentativo.

Nel quarto set si ripete però il copione del secondo parziale, con Djokovic molto più efficace nel rispondere colpo sul colpo al numero 2 del seeding. Sinner sembra ancora “scarico” fisicamente, sbaglia tanto nel primo gioco e si fa strappare il servizio. Nole ottiene e mantiene due giochi di vantaggio, annullando la possibile rimonta del rivale ai vantaggi. L’azzurro trova tanti ace, ma fatica a mantenere il vantaggio costruito in vari game e spara in rete la palla della possibile rimonta. E così è il serbo a vincere il quarto set sul 6-4.

La tensione sale sempre di più nel quinto set. Sinner domina e supera il 90% dei punti conquistati nei propri turni di battuta, Djokovic soffre in avvio le risposte dell’azzurro e lo rimonta due volte dal 15-40. Questa situazione di parità resiste fino al 3-3 e, nel settimo gioco, per la prima volta Jannik va in crisi sul proprio turno di battuta: il serbo rimonta e gli strappa il servizio. Djokovic va dunque sul 4-3 e compie un altro capolavoro nell’ottavo gioco: sotto 40-0, la spunta ai vantaggi e si porta sul 5-3. L’azzurro riesce poi a tenere il servizio ma, nel gioco decisivo, Jannik lotta come un leone e rimonta dal 40-15, ma cede ai vantaggi con due errori grossolani. Alla fine, quindi, la spunta il serbo dopo cinque set e 4 ore e 9 minuti di gioco, con una prestazione da autentico campione, approfittando di un Sinner non al 100% e sulle gambe nel finale. Djokovic conquista la 38ª finale negli slam (primatista assoluto), col sogno di centrare il 25° Slam e superare Margaret Court per vittorie nei tornei più importanti del circuito.

In finale, Djokovic affronterà Carlos Alcaraz che, dopo aver superato crampi e dolori muscolari, ha battuto Sascha Zverev al quinto set, rimontando nel finale e chiudendo con il punteggio di 6-4 7-6 (5) 6-7 (3) 6-7 (4) 7-5, dopo una battaglia di oltre cinque ore.