Di Redazione William Hill News
29 Dicembre 2025
La 18ª giornata di Premier League conferma l’equilibrio al vertice con Arsenal, City e Villa vittoriose. In coda prosegue l’incubo dei Wolves, mentre il calendario non concede tregua con il turno infrasettimanale alle porte.
Risultati 18ª Giornata Premier League
Venerdì 26 Dicembre
- Manchester United 1 – 0 Newcastle United (Dorgu 24′)
Sabato 27 Dicembre
- Nottingham Forest 1 – 2 Manchester City (Hutchinson 54′; Reijnders 48′, Cherki 83′)
- West Ham United 0 – 1 Fulham (Jiménez 86′)
- Arsenal 2 – 1 Brighton & Hove Albion (Ødegaard 14′, Rutter aut. 52′; Gomez 64′)
- Brentford 4 – 1 AFC Bournemouth (Schade 7′, 51′, 90+6′, Petrovic aut. 39′; Semenyo 75′)
- Burnley 0 – 0 Everton
- Liverpool 2 – 1 Wolverhampton Wanderers (Gravenberch 41′, Wirtz 42′; Bueno 52′)
- Chelsea 1 – 2 Aston Villa (João Pedro 37′; Watkins 62′, 84′)
Domenica 28 Dicembre
- Sunderland 1 – 1 Leeds United (Adingra 29′; Calvert-Lewin 47′)
- Crystal Palace 0 – 1 Tottenham Hotspur (Gray 42′)
Classifica aggiornata
- Arsenal – 42
- Manchester City – 40
- Aston Villa – 39
- Liverpool – 32
- Chelsea – 29
- Manchester United – 29
- Sunderland – 28
- Brentford – 26
- Crystal Palace – 26
- Fulham – 26
- Tottenham – 25
- Everton – 25
- Brighton – 24
- Newcastle – 23
- AFC Bournemouth – 22
- Leeds United – 20
- Nottingham Forest – 18
- West Ham United – 13
- Burnley – 12
- Wolverhampton Wanderers – 2
Il commento della 18ª Giornata
La diciottesima giornata di Premier League ha segnato un punto di svolta psicologico fondamentale per la stagione, confermando che la corsa al titolo non è più una questione privata tra due contendenti, ma una guerra di logoramento a tre che sta tenendo un ritmo insostenibile per il resto del gruppo. La notizia più clamorosa arriva da Stamford Bridge, dove l’Aston Villa ha scritto una pagina di storia che va ben oltre i tre punti. La squadra di Unai Emery, presentatasi a Londra con la pressione di dover rispondere alle vittorie delle rivali, ha offerto una prestazione dai due volti che ne certifica la maturità assoluta. Dopo un primo tempo di grande sofferenza, chiuso meritatamente in svantaggio e in balia del palleggio dei Blues, Emery ha ribaltato l’inerzia con una lettura tattica magistrale, inserendo Ollie Watkins dalla panchina. L’impatto dell’attaccante inglese è stato devastante: la sua doppietta non ha solo regalato una vittoria in rimonta per 2-1, ma ha permesso al club di centrare l’undicesima vittoria consecutiva in tutte le competizioni, eguagliando un record che resisteva polveroso negli annali dal lontano 1897. Questa capacità di vincere “sporco”, di soffrire senza crollare e di colpire con cinismo nei momenti chiave, è il marchio di fabbrica delle squadre che arrivano in fondo.
L’Arsenal, dal canto suo, ha risposto con la freddezza della capolista. La vittoria contro il Brighton non è stata una passeggiata, nonostante il vantaggio iniziale di Ødegaard e l’autogol fortunoso di Rutter sembrassero aver messo la gara in discesa. I Gunners hanno dovuto fare i conti con il ritorno di fiamma dei Seagulls, capaci di accorciare le distanze e mettere paura all’Emirates nel finale. La squadra di Arteta ha però mostrato una solidità mentale nuova, resistendo all’assedio finale senza perdere la testa, un segnale inequivocabile di crescita rispetto alle fragilità delle passate stagioni. Anche il Manchester City ha dovuto sudare le proverbiali sette camicie al City Ground. Contro un Nottingham Forest aggressivo e ben organizzato, la macchina di Guardiola si è inceppata più volte, ma ha trovato nei singoli la chiave per scardinare la serratura. Se il pareggio immediato del Forest aveva fatto tremare i tifosi, il gol vittoria di Rayan Cherki nel finale ha ricordato a tutti la profondità e la qualità infinita della rosa dei Citizens, capaci di trovare protagonisti diversi in ogni partita.
Nelle zone meno nobili della classifica, si consumano drammi sportivi e piccole rinascite. Il Wolverhampton sembra ormai avvitato in una spirale autodistruttiva senza fine: la sconfitta di misura ad Anfield contro il Liverpool (che risale la china grazie al talento di Wirtz e Gravenberch) lascia i Wolves ancorati all’ultimo posto con numeri impietosi: zero vittorie e appena due punti in 18 gare. È un ruolino di marcia peggiore persino del famigerato Derby County del 2008, e senza una scossa immediata la retrocessione sarà aritmetica con largo anticipo. Respira invece il Tottenham di Thomas Frank, che trova ossigeno puro grazie al primo gol tra i professionisti del giovane Archie Gray contro il Crystal Palace, una vittoria fondamentale per allontanare le nubi sulla panchina degli Spurs. Infine, applausi per il Brentford e per Kevin Schade, autore di una tripletta memorabile che ha annichilito il Bournemouth, e per il Sunderland, che continua a sognare l’Europa grazie a un pareggio di carattere contro il Leeds, trascinato da un Calvert-Lewin in stato di grazia, a segno per la sesta gara consecutiva.
Programma della 19ª Giornata
Martedì 30 Dicembre
- Burnley – Newcastle United (20:30)
- Chelsea – AFC Bournemouth (20:30)
- Nottingham Forest – Everton (20:30)
- West Ham United – Brighton & Hove Albion (20:30)
- Arsenal – Aston Villa (21:15)
- Manchester United – Wolverhampton Wanderers (21:15)
Giovedì 01 Gennaio 2026
- Crystal Palace – Fulham (18:30)
- Liverpool – Leeds United (18:30)
- Brentford – Tottenham Hotspur (21:00)
- Sunderland – Manchester City (21:00)
Il calendario non concede nemmeno il tempo di rifiatare e propone immediatamente un turno infrasettimanale a cavallo di Capodanno. Tutti gli occhi del mondo calcistico saranno puntati sull’Emirates Stadium nella serata di martedì 30 dicembre, dove andrà in scena Arsenal-Aston Villa, una sfida che vale molto più dei tre punti in palio. È il confronto tra la prima e la terza della classe, separate da soli tre punti, ma è soprattutto una battaglia di nervi e strategie tra due filosofie opposte. Arteta sa che una vittoria gli permetterebbe di scavare un primo solco importante (+6) su una diretta concorrente, riducendo forse la corsa al titolo a un duello più “tradizionale” con il City. Per l’Aston Villa e per Unai Emery, invece, è l’esame di maturità definitivo: tornare nello stadio che lo ha visto esonerato e vincere, dopo aver già espugnato Stamford Bridge pochi giorni prima, legittimerebbe in modo definitivo le ambizioni di titolo dei Villans, trasformando quella che sembrava una favola in una solidissima realtà. Tatticamente, ci si aspetta un Arsenal padrone del campo e un Villa pronto a colpire con le transizioni letali di Watkins e compagni, cercando di sfruttare ogni minimo errore dei londinesi.
Mentre a Londra si deciderà una fetta di campionato, il Manchester City osserverà interessato, ma dovrà fare i conti con un impegno tutt’altro che agevole nel giorno di Capodanno. La trasferta di Sunderland nasconde insidie notevoli: i Black Cats sono la vera rivelazione del torneo, settimi in classifica, imbattuti in casa da diverse settimane e spinti da un entusiasmo travolgente. Guardiola dovrà gestire le energie di una rosa spremuta dal tour de force natalizio per evitare di lasciare punti pesanti in un campo ostico, sapendo che ogni passo falso potrebbe essere fatale con questi ritmi. Anche il Manchester United di Ruben Amorim ha un’occasione ghiotta per consolidare la propria classifica ospitando il fanalino di coda Wolverhampton. Sulla carta sembra un testa-coda scontato, ma la disperazione dei Wolves li rende un animale ferito e imprevedibile, e i Red Devils dovranno evitare cali di concentrazione per dare continuità alla vittoria ottenuta contro il Newcastle.
Infine, il primo giorno del 2026 ci regalerà una storia nella storia con la sfida tra Brentford e Tottenham. Sarà il ritorno di Thomas Frank al Gtech Community Stadium, questa volta seduto sulla panchina avversaria degli Spurs. Il tecnico danese, artefice del miracolo sportivo delle Bees, si troverà di fronte la sua “creatura”, che nel turno precedente ha dimostrato di saper volare anche senza di lui rifilando quattro gol al Bournemouth. Per Frank è una partita delicatissima: non solo per il carico emotivo del ritorno a casa, ma perché il suo Tottenham ha un bisogno disperato di punti e di continuità per raddrizzare una stagione finora altalenante. Una sconfitta contro la sua ex squadra aprirebbe scenari inquietanti per il suo futuro a Londra, aggiungendo ulteriore pepe a un derby che promette scintille. In coda, attenzione massima a West Ham – Brighton: per Nuno Espírito Santo potrebbe essere l’ultima spiaggia, con una sconfitta interna che rischierebbe di far precipitare la situazione ambientale al London Stadium, già rovente per la posizione in classifica degli Hammers.
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